11 Maggio 2008

PROPOSTA DI DELIBERA DI INZIATIVA POPOLARE

IL COMITATO DELIBERAMENTE PROMOTORE DELLA DELIBERA D’INIZIATIVA POPOLARE PER UN DAL MOLIN VERDE E CIVILE

è LIETO DI ANNUNCIARE CHE LA RACCOLTA DI FIRME SI è CONCLUSA CON SUCCESSO.

INFATTI, TRA IERI (VENERDì 9 MAGGIO) E OGGI, SONO STATE CONSEGNATE IN SEGRETERIA GENERALE DEL COMUNE DI VICENZA BEN 1288 FIRME AUTENTICATE, PIù DEL DOPPIO DEL NUMERO NECESSARIO.

COSA SUCCEDE ORA?

L’UFFICIO ELETTORALE DEL COMUNE AVRà 15 GIORNI DI TEMPO PER CONTROLLARE LE FIRME, DOPODICCHé LA DELIBERA VERRà PRESA IN ESAME DA UN’APPOSITA COMMISSIONE CONSILIARE CHE LA VALUTERà PRIMA DI TRASMETTERLA Al CONSIGLIO COMUNALE CHE DOVRà VOTARE.

PERCHé è IMPORTANTE QUESTO ITER?

PERCHé A PARTIRE DA ORA, LA NUOVA GIUNTA CHE SI INSEDIERà A BREVE A PALAZZO TRISSINO AVRà A DISPOSIZIONE UN VALIDO STRUMENTO PER POTER INVALIDARE IL FAMIGERATO ORDINE DEL GIORNO VOTATO IL 26/10/06.

QUESTO STRUMENTO CHE, RICORDIAMO, è UNO DEI POCHI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA PREVISTI DALLO STATUTO COMUNALE, OFFRE UNA VALIDA ALTERNATIVA CIVILE PER L’UTILIZZO DELL’AREA DEL DAL MOLIN CHE, FINO A PROVA CONTRARIA, CONTINUA A ESSERE UN’AREA DEMANIALE SU CUI HA DIRETTA COMPETENZA IL COMUNE.

SOLLECITIAMO TUTTI I CITTADINI A SEGUIRE L’ITER DELLA DELIBERA AFFINCHé NON CADA NELL’OBLIO E A CHIEDERE A GRAN VOCE LA SUA APPROVAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE.

SI RINGRAZIANO TUTTI I CITTADINI DEL COMUNE DI VICENZA CHE HANNO SOSTENUTO LA DELIBERA CON LA PROPRIA FIRMA, E TUTTI I CITTADINI DEI COMUNI LIMITROFI CHE AVREBBERO VOLUTO FIRMARE A SOSTEGNO DI ESSA.

SI RINGRAZIANO I DIPENDENTI COMUNALI CON DELEGA ALL’AUTENTICAZIONE DELLE FIRME PER IL LORO CONTRIBUTO VOLONTARIO ALL’INIZIATIVA.

IL COMITATO DELIBERAMENTE CONTINUERà A MANTENERE VIVA L’ATTENZIONE DELLA CITTADINANZA SU QUESTO ARGOMENTO AGGIORNANDOLA COSTANTEMENTE TRAMITE GLI STRUMENTI D’INFORMAZIONE PUBBLICI.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI, CONTATTATE IL COMITATO DELIBERAMENTE AL NUMERO 0444 327395 OPPURE INVIATE UNA MAIL AL SEGUENTE INDIRIZZO: deliberamente@gmail.com
O ANCORA CONSULTATE IL SITO www.piudemocrazia.it

18 Aprile 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - BALLOTTAGGIO

Tabella di confronto tra i candidati sindaco Variati – Sartori, dopo il comunicato stampa del 28/03/2008 del candidato sindaco Lia Sartori riguardo alle AIM:

prova

Vedi post su CITTASOSTENIBILE

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento

13 Aprile 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Intervista al candidato sindaco Lia Sartori apparsa su IlVicenza del 12.04.2008, domande che parlano di traffico:

Vicenza si trova ad affrontare anche il doppio problema dell’inquinamento e della mobilità cittadina cosa fare per migliorare la vivibilità della città?
Servono delle azioni da valutare nel loro complesso. È necessario aumentare i grandi parcheggi scambiatori vicino alla stazione ferroviaria con un’area ampliata per auto, biciclette e motocicli, vicino all’uscita dell’autostrada e lungo le principali porte d’ingresso alla città. Queste aree di sosta dovranno essere appetibili a tutti e con prezzi contenuti.

Per il centro storico invece?
Le auto di grandi dimensioni e con le emissioni più inquinanti dovranno stare all’esterno del centro storico, che sarà collegato con una rete di minibus elettrici in partenza dai parcheggi scambiatori.

E in chiave viabilità?
Serve una viabilità dedicata e separata per automobili, biciclette e pedoni, solo in questo modo si renderanno sicure le nostre strade.

Si aggiorna di conseuenza la tabella di confronto tra i candidati sindaco su alcuni temi particolarmente importanti per la città:

prova

Vedi post su CITTASOSTENIBILE

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento

12 Aprile 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - DEMOCRAZIA DIRETTA

Dalla lettura e dall’ascolto delle discussioni sviluppatesi durante la campagna elettorale relativa alle elezioni amministrative di Vicenza, mi sembra che nessuno, eccetto pochissimi candidati, abbia chiaro il concetto di democrazia diretta. In genere i vari candidati confondono una generica partecipazione o l’assemblearismo con la democrazia diretta.

Ed allora chiriamoci ancora una volta le idee.

La democrazia in atto é rappresentativa perché il popolo governa tramite rappresentanti da esso eletti: parlamentari, consiglieri, governo, sindaci, ecc.

Quella che il Comitato Più Democrazia e Partecipazione sta cercando di introdurre da oltre due anni é invece la democrazia diretta: cioé il popolo sovrano, su certe materie ben definite, decide direttamente senza alcuna intermediazione politico-istituzionale degli eletti. Si tratta di momenti circoscritti ma reali.

La democrazia diretta non é assemblearismo,che ha contorni e limiti sfumati e consiste, o nella dilatazione eccessiva degli spazi di competenza diretta popolare, oppure nello straripamento della fase dialettica che finisce per avere un effetto di blocco o di vanificazione dell’aspetto decisorio.

La democrazia diretta prevede spazi ben precisi e circoscritti di decisione restituiti al popolo, nel cui nome gli eletti operano, ed efficacia diretta delle scelte popolari senza necessità di alcuna validazione esterna da parte del sindaco o del consiglio comunale.

Nella nostra proposta prevediamo che la volontà popolare si esprima tramite voto che, per ragioni di efficacia e trasparenza, riteniamo debba assumere la forma del referendum abrogativo (cancella una delibera consiliare o di giunta) o propositivo (decide che cosa fare nelle materie consentite: es. realizzare un parco in una determinata area) oppure abrogativo-propositivo (es: abrogare una delibera consiliare o di gunta e sostituirla con un’altra approvata direttamente dai cittadini).

La partecipazione, con la quale quasi tutti confondono la democrazia diretta, non prevede che il popolo possa decidere direttamente ma solo esporre, esprimere giudizi e desideri, proporre lasciando interamente agli eletti se prendere in considerazione queste istanze, come ed in quale misura.

Confondere democrazia diretta con la partecipazione significa vanificarla nella genericità e privare i cittadini del diritto di governarsi da sé in talune materie ben definite.

Non mi stupisco che quasi tutti i candidati assumano un atteggiamento sostanzialmente vanificatore (non prudente, che é ben altra cosa) della democrazia diretta, perché essa comporta una sottrazione-restituzione di potere dagli eletti al popolo sovrano e perché costoro dovranno sentirsi controllati dalla base che, nel caso gli eletti assumessero decisioni sbagliate nell’interesse dei “soliti” pochi o di scarsa utilità collettiva, potranno sempre ricorrere ad un referendum, purché si tratti di materia ad esso sottoponibile.

Il ripetuto riferimento a materie ben precise e circoscritte nelle quali si può intervenire con lo strumento referendario, significa che la democrazia diretta lascia la parte prevalente dell’amministrazione alla democrazia rappresentativa anche per evitare che la democrazia diretta possa se eccessiva costituire impedimento alla buona amministrazione della cosa pubblica.

Fulvio Rebesani
Vice coordinatore
Comitato Più Democrazia e Partecipazione

9 Aprile 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Pubblichiamo di seguito la mail di Massimiliano Primon:

Con la presente sono a trasmettervi alcune puntualizzazioni in modo da rendere più chiara a voi la mia posizione su alcuni temi e così da aggiornare correttamente il vostro sito:
REFERENDUM E DEMOCRAZIA DIRETTA: sono per l’ascolto diretto dei cittadini e per un loro coinvolgimento (mediante consultazioni pubbliche) in merito a tutti i temi importanti che riguardano la città e l’amministrazione comunale. Non sono favorevole quando questi temi riguardano prerogative del Governo della Repubblica, come per es. su temi di politica estera
DAL MOLIN: se poniamo l’attenzione solo per questa base è solo per speculazione politica a fini ideologici; la mia posizione è per una totale revisione degli accordi ITALIA -USA in merito alla presenza militare statunitense nel nostro paese
QUALITADELLA VITA …: ho sempre sostenuto che l’amministrazione comunale di Vicenza:
deve operare per “decemetificare” la città
deve operare per realizzare più parchi e giardini e piste ciclabili
deve agevolare i cittadini nell’acquisto e nell’utilizzo di biciclette, moto e motorini
deve incentivare l’uso dei mezzi pubblici
deve provvedere a far inserire nel mercato i 3.000 appartamenti privati sfitti in modo da abbattere i costi degli affitti in città
sono per la costruzione di alloggi pubblici se necessario
Vicenza deve diventare una città a “misura di famiglia”
AIM: ho sempre dichiarato che in AIM deve scomparire il consiglio di amministrazione (puro organo politico) e attribuire la piena responsabilita ad un manager di provata esperienza nel settore, nominato per concorso (se possibile) e alle dirette dipendenze del Sindaco e non dei partiti

Un cordiale saluto,

MASSIMILIANO PRIMON
Candidato sindaco per LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE

Viene aggiornata di conseguenza la tabella di confronto:

prova

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento .

7 Aprile 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Riceviamo la seguente mail dal responsabile dell’agenzia di stampa del candidato sindaco Amalia Sartori.

“Salve,
sono Antonio Gesualdi, responsabile dell’agenzia di stampa Linea News, che si sta occupando della campagna elettorale dell’onorevole Lia Sartori.
Vi sarei grato se poteste indicarci le fonti da dove avete ricavato le posizioni della candidata. Soprattutto per quanto riguarda quelle sulla qualità della vita.
cordialmente
ag”

A cui rispondiamo:
Le posizioni riportate nella tabella sono l’opinione che ne deriva leggendo i programmi elettorali e le interviste rilasciate dei candidati sindaco, nonché da alcune interviste dirette (non nel caso del candidato Sartori)..
I punti riguardanti la qualità della vita sono strettamente collegati al principio dello sviluppo sostenibile, così come riportato nella numerosa letteratura e normativa presente e di cui una piccola parte è riportata in questo sito.
Cordialmente

prova

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento .

ELEZIONI COMUNALI 2008 - CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Riceviamo la seguente mail dal candidato sindaco Cinzia Bottene:

Ho preso visione della tabella di confronto pubblicata sul vostro sito.
Le opinioni che mi attribuite sui seguenti temi:
traffico e trasporti pubblici;
edilizia e standard dei servizi;
qualità della vita;
A I M
NON CORRISPONDONO assolutamente al mio pensiero.

Io ho risposto in maniera chiarissima e approfondita proprio su questi argomenti in varie interviste e, in particolare, durante la trasmissione “In Piazza” della settimana scorsa, che evidentemente nessuno di voi ha visto.
Prego di voler immediatamente correggere quella tabella, inviando la correzione a tutti gli indirizzi che hanno ricevuto la vostra mail.
A scanso di equivoci ripeto qual’ è il mio pensiero sui temi:

1) TRAFFICO Vanno adottate tutte le misure possibili per ridurre il traffico su gomma e favorire quello pubblico come: incremento delle piste ciclabili;

apertura di punti, nei vari quartieri, in cui si possa prendere in consegna una bicicletta comunale con la possibilità di riconsegna in luogo diverso;
contenimento e, se possibile, riduzione delle tariffe dei trasporti pubblici;
tariffe differenziate per le famiglie con più figli;
favorevole al metrobus di superficie da est a ovest

serve rivedere gli orari dei bus, per andare incontro alle esigenze degli utenti

2) EDILIZIA Stop alla speculazione edilizia che ha distrutto questa città. In città esistono 3000 appartamenti chiusi che vanno rimessi sul mercato (uno dei mezzi per farlo è un forte aumento dell’ICI sulle case sfitte). Recupero e incremento del verde pubblico di cui VI è assolutamente carente

3) QUALITA’ DELLA VITA. Qualità della vita, rispetto dell’individuo e difesa di tutti i beni collettivi sono priorità assolute sia del nostro programma, che del nostro pensiero

4) AIM deve tornare ad essere gestita da manager, non di espressione politica, scelti sulla base di due soli criteri: capacità e onestà. Serve un immediato e serio piano industriale per il risanamento . La politica deve uscire anche dal cda ed assumere unicamente un ruolo di indirizzo e controllo.

Cordiali saluti.

Cinzia Bottene

Di seguito la tabella aggiornata:

prova

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento .

CITTA’ SOSTENIBILE

Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4
Art. 3-quater.
Principio dello sviluppo sostenibile
1. Ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.
2. Anche l’attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.
3. Data la complessità delle relazioni e delle interferenze tra natura e attività umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell’ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinche’ nell’ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell’ambiente anche futuro.
4. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l’evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane.

Carta di Aalborg, (Danimarca il 27 maggio 1994):
http://www.comune.castelnuovo-berardenga.si.it/Allegati/carta.pdf

Quarta conferenza Europea delle Città Sostenibili, Aalborg+10 data 11 giugno 2004 :
http://www.a21italy.it/a21italy/upload/dl/Sostenibile/2004/aalborg_brochure.pdf

Le caratteristiche della città sostenibile sono facilmente individuabili nei tre documenti riportati.
In particolare la sostenibilità a livello ambientale significa conservare il capitale naturale. Ne consegue che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche non deve eccedere il tasso di ricostituzione rispettivamente assicurato dai sistemi naturali e che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili non superi il tasso di sostituzione delle risorse rinnovabili sostenibili. Sostenibilità dal punto di vista ambientale significa anche che il tasso di emissione degli inquinanti non deve superare la capacità dell’atmosfera, dell’acqua e del suolo di assorbire e trasformare tali sostanze.

10 punti che qualificano una città sostenibile:
1. Zero Emissioni (carbonio per esempio);
2. Zero Residuo (Rifiuto per esempio);
3. Trasporto Sostenibile;
4. Uso dei materiale sostenibile e locali;
5. Cibo sostenibile e locali;
6. Aqua sostenibile;
7. Habitati naturali e conservazione della fauna;
8. Cultura e Patrimonio;
9. Equità e Fair Trade (commercio equo);
10. Salute and Felicita.

(David Lind – laureato a Cambrige sulla sostenibilità)

Alcuni esempi:

  • rifiuti: raccolta differenziata porta a porta, quindi no a discariche ed inceneritori;

  • riscaldamento: sinergie con energie rinnovabili, quindi no al nucleare e progressivo abbandono del gasolio;

  • urbanistica: riuso e riqualificazione dell’urbanizzazione esistente anzichè ricorrere alla trasformazione urbanizzata del capitale agricolo;

  • investire per ridurre la pressione sul capitale di risorse naturali esistenti attraverso un’espansione di quelle destinato ad usi antropici, ad esempio gli spazi verdi per attività ricreative all’interno delle città;

  • investire nella conservazione del rimanente capitale naturale, ovvero acque di falda, suoli, habitat per le specie rare;

  • sia nell’attuazione di programmi di restauro urbano nelle aree cittadine, sia nella pianificazione di nuovi quartieri una città sostenibile dovrebbe sviluppare molteplici funzioni in modo da ridurre il bisogno di mobilità;

  • trasporto urbano: potenziamento del trasporto pubblico “ecologicamente compatibile” e cioe’ alimentato ad elettricita’, metano, etc., mirato ad disicentivare l’uso del mezzo privato, sviluppo di reti di piste ciclabili;

  • partecipazione: favorire ed incentivare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

31 Marzo 2008

ELEZIONI COMUNALI 2008 - CONFRONTO TRA I CANDIDATI

Dai programmi elettorali delle 12 liste e anche con interviste, è stata elaborata la seguente tabella di confronto tra i candidati sindaco su alcuni temi particolarmente importanti per la città:

prova

Se i candidati sindaco non fossero d’accordo sulla tabella sopra riportata, possono scrivere a
piudemocrazia@gmail.com

e provvederemo a comunicare la mail e all’aggiornamento .

18 Marzo 2008

DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE - volantino e pieghevole

Da qui si possono scaricare il volantino e il pieghevole per la DELIBERA DI INZIATIVA POPOLARE

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

11 Marzo 2008

AMMISSIBILE la DELIBERA di INIZIATIVA POPOLARE

La proposta di delibera di iniziativa popolare è stata dichiarata ammissibile.

Il periodo utile per la raccolta delle firme è fissato dal 12 marzo al 10 maggio.

Le firme possono essere raccolte presso tutte le sedi di circoscrizione, presso la segreteria generale del comune, l’ufficio relazioni con il pubblico e l’ufficio elettorale durante il normale orario di servizio. Inoltre gli impiegati legittimati all’autenticazione delle firme possono, se disponibili, svolgere la prestazione fuori dalla sede comunale e circoscrizionale e fuori dall’orario di servizio.

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

29 Febbraio 2008

ELEZIONI COMUNALI - PRIMARIE A VICENZA

ASSEMBLEA AL CANNETI CON I DUE CANDIDATI ALLE PRIMARIE PER LE SINISTRE DI IMMAGINATEVI: GIULIARI E VARIATI

Ieri sera si è svolta al Canneti un’assemblea pubblica dove i due candidati alla primarie di ImmaginateVi, Giuliari e Variati, in vista della votazione di domenica prossima, si sono concessi alle domande del pubblico presente in sala.
Già l’inizio non è stato dei migliori, in quanto gli organizzatori hanno fatto sapere che il pubblico non poteva
prenotarsi per porre direttamente le proprie domande ma scriverle su un biglietto o inviarle con SMS ad un punto di raccolta in sala, dove un volta raccolte un giornalista moderatore provvedeva a leggerle agli nteressati.

I temi trattati dai due antagonisti sono stati vari con risposte anche interessanti a cominciare con la nuova base, quando dopo un intervento di Variati dove si prometteva sì un referndum ai vicentini ma promosso dalle istituzioni, il giornalista ha letto la domanda del Comitato Più Democrazia. Anzi ha letto solamente le parti in neretto del documento riportato qui sotto, facendo rilevare che questa domanda precisa richiedeva un altrettanto risposta precisa.

Nessuno dei due però ha risposto in modo preciso, Giuliari si è comunque tenuto favorevole alla artecipazione diretta in questo come in altri interventi.(Ha spesso citato il modello della partecipazione deliberativa).
Variati ha chiaramente fatto capire il valore della democrazia rappresentativa per cui è sì favorevole ai referendum ma solo in determinate condizioni del tutto eccezionali e senza abusarne.
(mi è venuto in mente Cicero che paragona la democrazia all’alcool).

N.B.: il gdv di oggi parladell’assemblea di ieri ma a riguardo dei referendum non dice nulla di quanto detto sopra, nonostante l’argomento abbia preso una buona parte della serata.

RICHIESTE DI DEMOCRAZIA DIRETTA poste ai due candidati

Nel programma di ImmaginateVi si promette il ricorso ad un referendum per far esprimere la popolazione sulla questione nuova base americana. Oggi come oggi però lo statuto ed il regolamento degli istituti di partecipazione sono articolati in modo tale che permettono solamente il referendum consultivo e se indetto da un’iniziativa dei cittadini ma non dalle istituzioni, quindi come tali; se eletti, non potreste mantenere questa promessa elettorale. Inoltre anche se in questo momento la nuova base americana è il problema più importante che preoccupa i vicentini non è e non sarà certamente l’unico.
Nel programma di ImmaginateVi poi il tema della partecipazione diretta è appena accennato e in modo non chiaro (facendo anche riferimento alle circoscrizioni che almeno per 5 anni non ci saranno più).
Per questi motivi ma non solo, vi è già stato espressamente richiesto e ve lo si chiede tutt’ora in questa sede: “Siete disposti a lavorare per modificare lo statuto comunale inserendovi il referendum abrogativo e propositivo così come formulato da 12.000 vicentini nel referendum del 10 settembre 2006, al quale la passata amministrazione ha sempre risposto picche, modificando conseguentemente anche il regolamento degli istituti di partecipazione, non però con le regole proposte dalla commissione affari istituzionali della passata amministrazione che sono una vera e propria porcata e presa in giro dei cittadini ma con norme che ne rendano effettiva la praticabilità così come proposto ad esempio, dal comitato Più Democrazia?”

Le ultime assemblee svolte nelle circoscrizioni con il metodo “La parola ai cittadini” che da modo tra l’altro ai cittadini di porre domande e di votare, hanno avuto un indubbio favorevole accoglimento da parte dei cittadini, così come ne hanno avuto altre in precedenti occasioni, tanto per ricordare quella di qualche hanno fa che ha fatto approvare dall’unanimità dal C.C. l’installazione di una web-cam in sala del consiglio, tanto da far emergere insistentemente la richiesta di poterle fare più spesso. “Siete allora disposti a modificare lo statuto comunale per rendere questo tipo di assemblee una costante e periodica pratica istituzionale, magari usufruendo anche degli spazi del nuovo teatro, e quindi occasione di confronto costruttivo tra gli amministratori e i cittadini?”

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA DI SOLIDARIETAVERSO IL PRESIDIO PERMANENTE NODALMOLIN E TUTTO IL MOVIMENTO

Richiesta inviata al Giornale di Vicenza, Il Gazzettino, Il Vicenza e per conoscenza a Vicenza Più.

I ripetuti provvedimenti fatti in nome del rispetto della democrazia e della legalità presi contro il presidio permanente No Dal Molin e alcuni dei suoi componenti, nella realtà vengono perseguiti da amministratori della appena passata amministrazione che della democrazia e della legalità ne hanno tenuto conto a seconda della propria convenienza di immagine e politica e dimostrano pertanto un accanimento persecutorio, che tanto ricorda metodi di regime, verso dei semplici cittadini che nella difesa del territorio e della vivibilità di tutti, stanno agendo esponendosi personalmente e direttamente, nel rispetto, loro sì, delle regole civili.
Tutto il movimento No Dal Molin per questo merita il rispetto ed il riconoscimento dei vicentini e il comitato Più Democrazia e Partecipazione esprime la sua solidarietà verso il il presidio permanente No Dal Molin.

Pubblicato sul sito ALTRAVICENZA

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

28 Febbraio 2008

DELIBERA di INIZIATIVA POPOLARE

Lunedì 25/febbraio 2008 richiesta ufficiale presentata in comune di DELIBERA di INIZIATIVA POPOLARE sull’area DAL MOLIN proposta dal COMITATO DELIBERAMENTE, nata dall’assemblea de 30 febbraio 2007

Premessa
Il 30/11/2007 l’Auditorium Canneti di Vicenza ha ospitato un’assemblea aperta e pubblica dove cittadini, gruppi e associazioni potevano proporre, votare e decidere iniziative volte a impedire, con i mezzi leciti a disposizione della popolazione, la costruzione della nuova base militare americana al Dal Molin. La proposta più votata è stata la delibera di iniziativa popolare per la definizione della quale si è costituito il comitato denominatosi “Deliberamente”.

Che cos’è una delibera di iniziativa popolare e qual è il suo iter?
Lo statuto del Comune di Vicenza (art. 12, c. 2) prevede che il potere di proporre deliberazioni su materie di competenza del Consiglio comunale possa essere esercitato anche da cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune. L’iter prevede che un presentatore ufficiale e almeno 20 persone possano presentare una proposta di delibera all’ufficio del Presidente del Consiglio che ne valuta l’ammissibilità in base alle materie ammesse e alla spesa (art. 43, c. 3). Entro 15 gg. la proposta è dichiarata ammissibile o meno, di conseguenza trasmessa alle circoscrizioni e il sindaco avvisa i cittadini sui termini e le modalità di raccolta delle firme. Sono previsti 60 gg. per la raccolta di almeno 500 firme autenticate che devono essere controllate dall’ufficio anagrafe nei 15 gg. successivi alla consegna; infine la proposta di delibera passa al vaglio della commissione consiliare competente che la analizza e valuta prima di trasmetterla al Consiglio comunale per l’iscrizione all’ordine del giorno.

Cosa prevede la Delibera di iniziativa popolare proposta?
L’area di oltre 77 ettari delimitata da Viale Ferrarin, Viale Dal Verme, Via S. Antonino e dal confine nord del comune di Vicenza, interamente proprietà del Demanio dello Stato e che comprende l’area occupata dall’aeroporto Dal Molin e da alcune strutture sportive, è attualmente classificata dal vigente Piano Regolatore in parte “Zona per attrezzature pubbliche a livello urbano e extracomunale (F/3)” e in parte “Aeroporto (F/12)”, entrambe classificazioni comprese fra le zone destinate a uso pubblico e di interesse generale (F). La delibera propone un nuovo impiego per l’area, adibendola a “Zona a verde pubblico attrezzato (F/7)”, “Zone per attrezzature sportive (F/8)”, “Zone per parcheggi ed aree di interscambio (F/11)”, “Aeroporto (F/12)” e “Sentieri, percorsi pedonali e ciclabili (F/16)”. Vale la pena ricordare che il cambio di impiego non costituisce variante urbanistica e che la delibera proposta non comporta costi. In concreto, si intende destinare l’area Dal Molin a zona verde, parcheggi, piste ciclo-pedonali, nonché utilizzare le strutture militari esistenti per attrezzature sportive e aeroportuali.

Perché si richiede un nuovo impiego per l’area Dal Molin?
Negli ultimi anni la qualità della vita a Vicenza si è notevolmente abbassata per diversi motivi: – altissimo livello di inquinamento atmosferico (per metà anno le polveri sottili superano i limiti fissati dalla legge per la tutela pubblica) – carenza di verde pubblico (i cittadini di Vicenza hanno a disposizione metà degli standard di verde rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente) – abbassamento della falda idrica sottostante l’area dell’aeroporto Dal Molin – elevatissimo e incontrollato aumento dell’attività edilizia a scopi residenzial-commerciali e direzionali nonché carenza di servizi primari (parchi, boschi, percorsi ciclo-pedonali, spazi aperti destinati al tempo libero, parcheggi, attrezzature sportive).
L’area urbana di Vicenza ha raggiunto ormai la completa saturazione quindi da un lato vanno ricercate nuove forme di sviluppo sostenibile che tuteli, trasformi e riqualifichi il patrimonio edilizio esistente senza ulteriori cementificazioni e dall’altro è necessario salvaguardare ciò che rimane del patrimonio paesaggistico, ambientale e idrico. L’area Dal Molin rappresenta l’ultima area verde utilizzabile per tali scopi e perciò deve essere conservata e valorizzata.

Perché utilizzare lo strumento della delibera di iniziativa popolare?
Innanzitutto è stata la proposta più votata tra quelle presentate durante l’assemblea del 30/11/2007 che ha dimostrato un forte desiderio di partecipazione nelle scelte e decisioni sulla città, desiderio da tempo frustrato e insoddisfatto per la totale assenza di consultazione popolare riguardo alla gestione del territorio. La delibera di iniziativa popolare è uno strumento di partecipazione pressoché inedito nella storia del nostro comune e offre l’opportunità ai cittadini di portare le proprie richieste al Consiglio comunale; dà l’occasione di creare mobilitazione, spettacoli, assemblee per coinvolgere i cittadini; il limite di 500 firme non è certo proibitivo, ma è nostra convinzione che la forza e la valenza politica della proposta saranno direttamente proporzionali al numero di firme a sostegno che si riuscirà a raccogliere nel breve periodo di 60 gg.

Ci auguriamo che il commissario di governo, cui competerà reggere il Comune di Vicenza fino all’ingresso dei nuovi eletti, e che il futuro Consiglio comunale si muovano in amicizia con l’esercizio della democrazia diretta, almeno per gli istituti previsti nello statuto, e che non ci siano tentativi di insabbiamento o di negatorie infondate.
Da parte nostra saremo vigili e sapremo mobilitare i cittadini a sostegno dei loro diritti di partecipazione.

Vicenza, 25/2/2008

Comitato Più Democrazia e Partecipazione, Rete Lilliput, Beati i costruttori di Pace, Legambiente, Movimento Consumatori

TESTO DELLA DELIBERA PRESENTATA

Dal Giornale di Vicenza del 26022008

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

27 Febbraio 2008

REFERENDUM DEL 10 SETTEMBRE 2006: QUALE ESITO?

CONFERENZA STAMPA SUL DOCUMENTO ELABORATO DALLA I COMMISSIONE AFFARI
ISTITUZIONALI SULLE MODIFICHE ALLO STATUTO COMUNALE IN SEGUITO
ALL’ESITO DEL PRIMO REFERENDUM CONSULTIVO COMUNALE 22-2-08

SIAMO ALL’EPILOGO DELLA BUFFONATA, O MEGLIO ALL’EPILOGO DI UNA ‘COSA’
SERIA E IMPORTANTE CHE INVECE PER ‘MERITO’ DELLA CODARDIA DEI NOSTRI
AMMINISTRATORI HA ASSUNTO LE CARATTERISTICHE DI UNA BUFFONATA.
E COME OGNI BUFFONATA CHE SI RISPETTI PRESENTA ASPETTI COMICI CHE
SFIORANO IL RIDICOLO, MI RIFERISCO ALLE CIFRE E ALLE PERCENTUALI
PRESENTATE NEL DOCUMENTO, CHE STANNO A INDICARE RISPETTIVAMENTE IL
NUMERO DI FIRME NECESSARIO PER INDIRE I REFERENDUM E IL QUORUM
PREVISTO PERCHé I REFERENDUM SIANO CONSIDERATI VALIDI (8000 FIRME PER
IL REF. PROPOSITIVO E 12.000 PER L’ ABROGATIVO; QUORUM DEL 50%+1 PER
IL PRIMO E DEL 25% PER IL SECONDO).
L’ASPETTO TRAGICO è CHE INVECE ANCORA UNA VOLTA SI VEDE NEGARE LA
VOLONTà DEI CITTADINI, ESPRESSA TRAMITE UNO STRUMENTO PREVISTO DALLO
STATUTO COMUNALE, DI AVERE A PROPRIA DISPOSIZIONE MAGGIORI E PIù
INCISIVI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE.
SI è ATTUATO IN MODO SISTEMATICO LO SVILIMENTO DEGLI STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE, PERDENDO UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER DIMOSTRARE
APERTURA E CORAGGIO.
SI è FATTO PASSARE SOTTOVOCE UN EVENTO ECCEZIONALE CHE SI è PRODOTTO
NELLA NOSTRA CITTà PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO IN ITALIA: LA
RICHIESTA DI NUOVI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA DAL BASSO.

LA BUFFONATA TUTTAVIA SI è SCANDITA IN VARI ATTI.

DOPO LA CELEBRAZIONE DEL REFERENDUM CHE, RICORDIAMO è AVVENUTA IL 10
SETTEMBRE DEL 2006 (è PASSATO UN ANNO E MEZZO DA QUELLA DATA!), IL
SINDACO HA DOVUTO FARSI RECAPITARE UNA DIFFIDA PRIMA DI OTTEMPERARE
AL PROPRIO DOVERE CHE CONSISTEVA UNICAMENTE NELLA PROCLAMAZIONE
UFFICIALE DEI RISULTATI DEL REFERENDUM E DELL’ISCRIZIONE DEL RELATIVO
DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE.

CIò CHE HA CARATTERIZZATO QUESTO LUNGO ITER è STATA PROPRIO L’ESTREMA
DILATAZIONE DELLE TEMPISTICHE AMMINISTRATIVE.
IL COMITATO FIN DA SUBITO HA CERCATO DI MANTENERE APERTO IL DIALOGO
CON LE VARIE FORZE POLITICHE CONSULTANDOLE IN VARIO MODO PER
CONOSCERE LA LORO OPINIONE E POSIZIONE IN MERITO AI RISULTATI DEL
REFERENDUM. IN POCHI HANNO RISPOSTO E TRA QUESTI POCHI SOLO UN PAIO
SI SONO DICHIARATI D’ACCORDO SULLE MODALITà DI INTRODUZIONE DEI
REFERENDUM COSì COME ESPRESSI DALLA VOLONTà POPLARE.

POI IL TUTTO è STATO AFFIDATO NELLE MANI DELLA I COMMISSIONE AFFARI
ISTITUZIONALI CHE DELLA PATATA BOLLENTE PASSATALE DAL SINDACO è
RIUSCITA A FARE UN BRODO LUNGHISSIMO: I LAVORI SONO DURATI PIù DI UN
ANNO.
CI SONO VOLUTI PIù DI 12 MESI PER ELBORARE UN DOCUMENTO DI PROPOSTA
DI MODIFICA DELLO STATUTO QUANDO IL COMITATO PIù DEMOCRAZIA NE AVEVA
OFFERTO UNO GIà BELLO E PRONTO ALLA COMMISSIONE APPENA INSEDIATASI E
CHE QUESTA HA RIFIUTATO SENZA NEPPURE DISCUTERLO, COSì COME NON SONO
MAI STATI ACCETTATI I NUMEROSI TENTATIVI DI COLLABORAZIONE OFFERTI
DAL COMITATO PIù DEMOCRAZIA.

INFINE, DOPO MESI DI INSABBIAMENTO E INUTILI RIUNIONI LA COMMISSIONE
DECIDE DI RIVOLGERSI A UN ESPERTO GIURISTA. E CHI CHIAMA? IL PROF.
PEGORARO, COLUI CHE DALLE PAGINE DEL GIORNALE DI VICENZA SI ERA
APERTAMENTE SCHIERATO CONTRO IL REFERENDUM PIù DEMOCRAZIA
DICHIARANDOLO ANTICOSTITUZIONALE.
IMMAGINATEVI QUALI CONSIGLI POSSA AVER DATO UN TALE ESPERTO AI NOSTRI
MEMBRI DELLA I COMMISSIONE, GIà PIUTTOSTO INESPERTI DI DEMOCRAZIA
DIRETTA E STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE.
LO SFORZO D’IMMAGINAZIONE, TUTTAVIA, NON POTREBBE SUPERARE LO SCEMPIO
DEI RISULTATI CUI LA PRIMA COMMISSIONE è GIUNTA. RISULTATI CHE NOI,
IN QUANTO COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM, NON ESITIAMO A DEFINIRE
LESIVI DEL DIRITTO DEL CITTADINO DI PARTECIPARE IN MODO REALE NELLA
LORO INTENZIONALE NEGAZIONE DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETà.

E DOPO LA BUFFONATA, LA BEFFA FINALE: CON LO SCIOGLIMENTO DEL
CONSIGLIO COMUNALE POSSIAMO DIRE ADDIO AL DIBATTITO SULL’ESITO DEL
REFERENDUM.

CE L’HANNO FATTA (PER LO MENO QUESTA AMMINISTRAZIONE!): IL LORO
RIPETUTO MURO INNALZATO CONTRO LA VOLONTà ESPRESSA DAI CITTADINI, LE
LORO ORECCHIE DA MERCANTI, LA LORO PAURA DI QUALSIASI FORMA DI
PARTECIPAZIONE ATTIVA HA AVUTO LA MEGLIO.

MA SAPPIANO, COSTORO, CHE NON CI RITENIAMO SCONFITTI. PORTEREMO
AVANTI UNA CAMPAGNA ELETTORALE PARALLELA, DURANTE LA QUALE FAREMO
OPERA D’INFORMAZIONE PER I CITTADINI, SMASCHERANDO I SORRISI
FALSAMENTE BENEVOLI DI CHI PROMETTE MA NEPPURE SA COS’è LA DEMOCRAZIA
DIRETTA O, SE LO SA, SI GUARDA BENE DAL SOSTENERLA CONCRETAMENTE,
OSTACOLANDO L’INTRODUZIONE DI STRUMENTI ATTI ALL’ESPRESSIONE DI UNA
VOLONTà POPOLARE CHE SIA VINCOLANTE PER L’AMMINISTRAZIONE.

SARANNO GLI ELETTORI A DECIDERE.

il Comitato Più Democrazia

CLICCA QUI PER VEDERE IL DOCUMENTO DI RIGETTO DEL COMITATO

Se vuoi lasciare un commento scrivici a:
piudemocrazia@gmail.com

4 Dicembre 2007

ASSEMBLEA 30/11/2007 - RESOCONTO

Presenti un centinaio di cittadini l’assemblea ha dato corso, per una durata di 2 ore abbondanti, a una buona serie di interventi, in parte preparati dagli organizzatori e in parte maturati durtante il suo svolgimento.
Il dibattito, iniziato in sordina ma proseguito con partecipazione sempre più vivace, alla fine ha portato alla seguente votazione di tutti gli argomenti proposti:

Assemblea 30/11/2007 - resoconto

Durante la serata sono state raccolte anche numerose adesioni di presenti che hanno dato la loro disponibilità a organizzare la realizzazione della proposta più votata. Gli incontri inizieranno già dalla prossima settimana.

29 Novembre 2007

30 NOVEMBRE 2007 - ASSEMBLEA “DAL MOLIN - DECIDIAMO NOI”

DAL MOLIN - DECIDIAMO NOI !
PERCHÉ I CITTADINI NON SONO STATI CONSULTATI ?

Assemblea citttadina, con il metodo PiùDemocrazia,

per proporre ulteriori forme di lotta decisa ma non violenta
contro la scellerata decisione di costruire
una nuova fabbrica di morte nel comune di Vicenza.

Volantino assemblea DAL MOLIN DECIDIAMO NOI

29 Ottobre 2007

I REFERENDUM A VICENZA NON LI VOGLIONO

Tra i tanti fatti succedutisi da febbraio a ottobre sulla questione della nuova base americana che vogliono costruirci a Vicenza c’è da evidenziare che per ben due volte due comitati hanno cercato di fare un referendum consultivo sulla nuova base e sugli effetti che essa produrrà sul territorio. Il coordinamento no al Dal Molin e il nostro comitato PiùDemocrazia e Partecipazione hanno, in monenti diversi, ciascuno presentato una proposta diversa di referendum consultivo.
In entrambe le occasioni il risultato è stato che con 3 voti contrari e 2 a favore la commissione degli esperti ha negato il referendum motivando in quanto trattasi di opera di difesa nazionale e quindi non soggetta a decisioni comunali.
In particolare i Sig.ri Tavagna, Ciscato e Ferretto hanno votato no ei Sig.ri Righi e Bartolini hanno votato si.
Ci sono numerose incongruenze e paradossi con queste decisioni. – Il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno che fissa 5 punti irrinunciabili per poter fare la nuova base, ma se è competenza dello Stato a che serve allora il pronunciamento del Consiglio Comunale? – Non esiste a tutt’oggi alcun documento ufficiale dello Stato che dichiara in qualsiasi modo la nuova base come opera di difesa nazionale. – La normativa attuale prevede a Vicenza il solo referendum consultivo senza alcun obbligo per il Consiglio Comunale, praticamente l’espressione di un’opinione della città, è possibile allora che in una sana democrazia tre persone abbiano il potere di impedire ad una città intera di esprimere un’opinione?
A queste osservazioni, come tante altre, l’amministrazione non vuole dare chiarezze perchè non è in grado di farlo senza per questo dover dire di no alla nuova base e a tutto il business che questa si porta dietro.
A Vicenza i Referendum non li vogliono.

LA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI HA TERMINATO

Il 24 ottobre 2007, quindi ben nove mesi dopo (nemmeno fosse stato un parto naturale sic!) la commissione affari istituzionali ha terminato di preparare la discussione che dovrebbe avvenire in Consiglio Comunale sull’esito del referendum del 10 settembre 2006. In tutto questo tempo, nonostante le nostre legittime richieste non siamo mai stati invitati, come parte attiva del procedimento, alle riunioni.
Abbiamo comunque ricevuto copia dei verbali delle riunioni in formato cartaceo che si possono consultare chiedendo alla segreteria del Comune. In ogni caso si può desumere il loro contenuto dalla lettera che abbiamo intenzione di spedire ai componenti della commissione e pubblicata qui di seguito:

COMITATO PIUDEMOCRAZIA
c/o Casa per la Pace
c.trà porta Nova
36100 VICENZA

Vicenza 29/X/2007

Al presidente della prima commissione consiliare Gianni Cristofari
Al vice presidente: Dal Santo Antonio
Ai componenti:
Nani Dino,
Dori Gianfranco,
Porelli Valeria,
Milani Luca,
Poletto Luigi,
Giuliari Giovanni,
Riboni Vincenzo,
Bagnara Mario, A
sproso Ciro
Bettenzoli Sung Ae

Abbiamo letto con attenzione i verbali delle sedute della commissione, del cui invio ringraziamo il presidente.
In merito ai lavori ci rammarichiamo di essere stati del tutto esclusi da essi nonostante la nostra espressa richiesta pur essendo il soggetto promotore e quindi interessato.

Ci rammarichiamo anche del fatto che le nostre proposte di modifica dello statuto comunale e del regolamento degli istituti di partecipazione siano state accantonate ed ignorate e mai siano entrate nel Vostro dibattito. Alla fine ci sentiamo anche noi “archiviati” come le nostre proposte, nonostante il buon risultato ottenuto presso gli elettori di Vicenza ed il forte impegno profuso, nel solo interesse della cittadinanza dal momento che il nostro comitato non ha ricevuto alcun vantaggio né si ripromette di ottenerlo.

Circa la proposta di un quorum elevato del 50% + 1 rileviamo che:
1) Esso appare un limite di fatto insormontabile per le formazioni sociali indipendenti, come la nostra, dai partiti. In altri termini si tratta di una proposta che ha come presupposto una concezione della democrazia in termini unicamente istituzionali, cioè limitata ai soli eletti, e che vuole escludere dalla partecipazione reale, cioè diretta e decidente, il popolo sovrano nel cui nome Voi e gli altri consiglieri comunali amministrate il potere comunale. Gli elettori Vi hanno chiesto di ricalcare soluzioni includenti, non escludenti come appare dalle tesi di alcuni commissari e dalla proposta di un quorum al 50% + 1
2) Quanto a questo elevato quorum vorremmo ricordare che la Corte Costituzionale ha da tempo superato tale limite escludendo che esso sia un principio costituzionale ed approvando un tasso di elettori necessari di gran lunga inferiore. Rinviamo alla lettura delle sentenza allegata.
Poiché questa norma era inserita in una legge regolatrice di un referendum regionale, che cioè inerisce all’espletamento di attività legislativa in senso proprio, é ragionevole la proposta di alcuni commissari che per un referendum comunale, il cui oggetto non potrà mai essere un provvedimento legislativo, propongono un quorum del 10-20%.
3) In ordine alla nomina di un esperto, abbiamo l’impressione che si preferisca in linea di fatto delegare ad un terzo (arbitro) ciò che non é delegabile ma rimesso alla unica responsabilità politica dei commissari. Infatti dal dibattito sviluppatosi tra di Voi non sono emerse questioni di diritto, o comunque tecniche, che possano giustificare tale scelta. Perciò ci opponiamo a cotesta nomina.
In via del tutto subordinata, e nel caso si attuasse comunque a tale decisione, chiediamo di poter esser presenti tramite un nostro esperto.
4) Chiediamo infine che i lavori delle prima commissione si concludano entro l’anno: a distanza di oltre quindici mesi e mezzo dalla votazione.

Attendiamo risposta e distintamente salutiamo.

p/il COMITATO PIUDEMOCRAZIA
la coordinatrice Annamaria Macripò

18 Ottobre 2007

14 Febbraio 2007 - REFERENDUM 10/9/2006 - L’ITER PROSEGUE

Mercoledì 14 febbraio si è riunita la Commissione Affari Istituzionali del comune per preparare la discussione che avverrà in C.C. riguardo all’esito del referendum del 10 settembre dello scorso anno, dove i cittadini hanno votato per la modifica dello statuto comunale con l’introduzione dei referendum abrogativo, propositivo e abrogativo-propositivo.
In questa riunione il comitato PiùDemocrazia ha consegnato alla commissione una proposta di modifica dello statuto e del regolamento degli istituti di partecipazione, al fine di favorire nei tempi e nel merito l’operato della commissione.

I contenuti di questa proposta sono la sintesi di una ricerca compiuta consultando statuti e regolamenti di enti molto più avanzati del nostro sul tema della partecipazione (reg. Sicilia, Sardegna, Toscana, com. di Ferrrara, Torino, Malo, Venezia, etc.), inoltre parte importante è l’esperienza acquisita dal nostro impegno referendario che ci ha portato ad applicare delle norme, quelle attuali, che contrastano e rendono di difficile applicazione l’istituto referendario medesimo. Infine non si può non tener conto che nel referendum costituzionale nazionale le firme da raccogliere sono intorno all’1%, degli aventi diritto al voto e non è previsto il quorum. Non si vedono motiviquindi affinché un qualsiasi altro ente debba inasprire tali adempimenti.

Principali modifiche affrontate: – Il 2% della popolazione iscritta alle liste elettorali può chiedere l’indizione dei referendum; – Il comitato si può costituire anche davanti al segretario comunale; – Introduzione dei referendum abrogativo, propositivo e abrogativo-propositivo; – I referendum si svolgono obbligatoriamente nel mese di ottobre anche in concomitanza di altre consultazioni popolari; – Quorum 10%; – Sull’ammissibilità del quesito decide il difensore civico sentito il collegio dei garanti; – Effetti del ref. Consultivo: discussione e delibera alla 1° seduta del CC dopo la proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Abrogativo: ablazione il giorno successivo alla proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Propositivo: il CC ha 60 gg. di tempo per prendere provvedimenti conformi alla volontà popolare; – In caso di inadempienza del CC nomina di un commissario ad acta; – I seggi elettorali devono essere collocati prioritariamente in fabbricati in uso al comune e solo in casi di insufficienza numerica in edifici scolastici; – Anch l’amministrazione comunale può avere l’iniziativa di indire consultazioni popolari con il voto.

CLICCA QUI E LEGGI LA PROPOSTA NEL DETTAGLIO

12 Febbraio 2007 - Appello dei cittadini di Mantova al Presidente della Repubblica per dire NO alla nuova base di Vicenza

On. Presidente
Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 ROMA
presidenza.repubblica@quirinale.it
Caro Presidente,
siamo cittadini della provincia di Mantova e limitrofe che, condividendo le motivazioni della protesta degli abitanti di Vicenza e dintorni, relativa al raddoppio della Base Militare Americana (Dal Molin), desidera esporLe le ragioni a sostegno sia della loro opposizione (pacifica e nonviolenta) che della nostra solidarietà, appellandoci al Suo ruolo di garante delle Istituzioni e soprattutto del rispetto della Costituzione.
Alcuni passaggi del Suo discorso di fine anno agli italiani (che ci permettiamo di citare) ci inducono a sperare di trovare ascolto in chi condivide la stessa nostra passione civile per l’interesse generale del Paese ed al contempo, ci incoraggiano ad esprimerLe la nostra indignazione nel dover assistere ogni giorno a comportamenti della classe politica che stridono drammaticamente con quanto da Lei auspicato:
“Ma sto ora verificando quanto sia più complessa e impegnativa la responsabilità che la nostra Costituzione attribuisce al Capo dello Stato. Interpretare ed esprimere, con passione civile e con assoluta imparzialità, sentimenti e valori condivisi, esigenze e bisogni che riflettono l’interesse generale del paese. E guardare sempre all’unità nazionale come bene primario da tutelare e consolidare…..A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. Lessi molti anni fa e non ho mai dimenticato le parole della lettera che un condannato a morte della Resistenza, un giovane di 19 anni, scrisse alla madre: ci hanno fatto credere che ‘la politica e’ sporcizià o è ‘lavoro di specialisti’, e invece ‘la cosa pubblica siamo noi stessi’.”
La vicenda “Dal Molin” è proprio emblematica di un modus operandi che tende nella direzione opposta e che lungi dall’incoraggiare i cittadini ad occuparsi della “cosa pubblica”, li respinge sprezzantemente e pretende persino di impedire loro l’esercizio dei più elementari diritti previsti dalla Costituzione, quale ad esempio il pronunciarsi con un referendum popolare su una questione di tale rilevanza (riferendosi a temi vitali quali la sovranità territoriale, la salvaguardia della pace, della salute, dell’ambiente, l’autodeterminazione e l’indipendenza da ingerenze straniere) da meritare non una consultazione locale ma addirittura nazionale!
Come riuscire a migliorare culturalmente e moralmente la politica, quando i cittadini vengono quotidianamente espropriati degli strumenti di cui dovrebbero disporre per decidere liberamente e consapevolmente del bene comune, tra cui ad esempio un’informazione trasparente (vedi ad esempio gli accordi segreti stipulati con gli Stati Uniti dopo l’11 settembre, coperti tuttora dal segreto di Stato che neppure l’attuale maggioranza ha deciso di togliere) oppure la libertà di espressione esercitata anche, ma non soltanto, attraverso consultazioni popolari o la discussione in Parlamento e soprattutto non soggetta al ricatto della perdita del posto di lavoro, perché “la Repubblica ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese…”.
Ci sembra che molti cittadini italiani abbiano dimostrato la loro maturità riconfermando a gran voce l’attualità ed il valore della Costituzione (duramente conquistata e faticosamente difesa) perciò meritano rispetto ed attenzione.

12 febbraio 2005 - Ma la Vicenza del futuro è ricca e senza militari Usa

La contro-proposta.
Convegno del Comitato del No Presentati i piani di un uso civile di Ederle e aeroporto (dal Giornale di Vicenza del 12.2.2007)

Comitati dei cittadini sognano un parco scientifico con università e produzione di energia pulita; per la docente di diritto Costituzionale la base vìola l´art. 11 della carta fondamentale della Repubblica; per il sacerdote pacifista bisogna rispondere prima ai diritti dei popoli. Tre motivi diversi ieri in un auditorium Canneti pieno dove si parlava di “Quale futuro per Vicenza”, ma un solo no al Dal Molin militarizzato. E la promessa di una resistenza ad oltranza.
All´incontro organizzato assieme alla Cgil ci sono don Albino Bizzotto dei Beati i costruttori di pace, la professoressa Lorenza Carlassare dell´università di Padova e i due autori del progetto alternativo per Dal Molin ed Ederle senza più militari Usa, gli ingegneri Gianni Slaviero ed Eugenio Vivian. In platea il deputato Ds Lalla Trupia, il vice presidente del consiglio regionale Achille Variati e il segretario Cgil Oscar Mancini. Giancarlo Albera, portavoce dei comitati del No, ricorda amaro che «qui abbiamo fatto altri incontri, ma le speranze erano maggiori…».
Risolleva gli animi Annamaria Macripò, di Più Democrazia che racconta la lotta del villaggio giapponese di Iwakuni «che come Vicenza non vuole l´ampliamento della vicina base aerea Usa, ha fatto un referendum e ha un sindaco che sta dalla parte dei cittadini». Applauso scrosciante.
Don Bizzotto sorride: «Oramai qui mi sento a casa… Voglio parlare di etica, e il vostro impegno è già etico. La domanda principale che ci dobbiamo fare è: cosa si aspettano da noi i popoli e il pianeta. Rispondere a questo è la soluzione anche della base Usa. Non è più il 1956, il mondo è cambiato. I politici non se ne accorgono, così da un po´ di tempo considerano i cittadini come nemici, per questo nascono i comitati».
«Sono stupita – spiega la professoressa Carlassare -, perché l´art. 11 della Costituzione, quello che dice “L´Italia ripudia la guerra (…) anche come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…» è un impegno per gli organi dello Stato. È una norma vincolante, non si può nemmeno sottoporre a revisione. Così se dicono che “c´era un trattato da rispettare”, io dico che non vale se quell´accordo vìola l´art. 11. Un ricorso per anticostituzionalità? Difficile, ma discutiamone».
Poi il progetto dei comitati del no, chiamato “Un impegno per tre generazioni”, firmato da Slaviero e Vivian. Che hanno calcolato costi e benefici in tre casi diversi: Ederle e Dal Molin militari, solo aeroporto civile ed Ederle e Dal Molin civili. Vivian cita numeri e tabelle, ricavate da quelle fornite dal consolato americano: nel 2017, dicono, con la base operativa Vicenza perderà soldi. Perché non ci saranno più affitti, nessuno ha detto quanti posti di lavoro in più avremo, i consumi di energia, gas e acqua aumenteranno. L´energia elettrica da 60 a 90 milioni di kwh, il gas da 7 milioni di metri cubi a 23, l´acqua da 3 milioni di metri cubi a 6,5. I dipendenti? «Oggi alla Ederle sono 1200 con l´indotto, con un centro di ricerca fra 10 anni si può arrivare a 4 mila». L´idea dei due ingegneri invece per una Vicenza smilitarizzata prevede più “moduli”: corsi universitari per circa 3000 studenti; parco scienitifico-tecnologico con servizi alle aziende; produzione di energia solare e relative professionalità; un centro giovani; una parziale riconversione immobiliare della Ederle («600 mila metri cubi su 1 milione totale ceduti ai privati»); nuova caserma dei vigili del fuoco e un centro culturale. «Ne avrebbero benefici i quartieri di San Pio X e l´area est, aumenteranno le entrate per ici e irpef di oltre 1,2 milioni di euro l´anno e 7 milioni per oneri di urbanizzazione». I fondi? Dall´Europa, dallo Stato e dagli enti locali».
Poi gli interventi del pubblico, Lalla Trupia è la prima: «Se non ci danno il referendum, ce lo prendiamo. Anche per dire no al mio governo e al sindaco. E a Prodi chiedo di venire qui a vedere cosa succede». La battuta migliore? Vivian: «Facciamoci noi la nostra città, ma quella dell´Unesco.

25 Gennaio 2007 - Risposta del Sindaco alla diffida del Comitato

…Tentando di ragionare sulla improbabile risposta del sindaco alla nostra diffida, la pubblichiamo: nella speranza che qualcuno possa darci una mano a capire su quale specchio (e come) egli si stia arrampicando…:

CLICCA QUI E LEGGI LA RISPOSTA…

l’unica comunicazione (non) ufficiale sull’esito del referendum è priva di data…

22 Gennaio 2007 - AUTOSOSPENSIONI pro DAL MOLIN

A seguito della desione del Governo di non opporsi alla
realizzazione a Vicenza di una nuova base militare USA, gli iscritti
DS di Vicenza hanno voluto esprimere in maniera forte e netta la loro
totale contrarietà a tale decisione. Un gran numero di Dirigenti
cittadini e proviciali DS hanno pertanto formalizzato ieri la loro
AUTOSOSPENSIONE dal partito, sottoscrivendo il documento (in
allegato) presentato ieri sera presso la Direzione Provinciale DS
riunita a Torri di Q., alla presenza del Segretario Regionale
Alessandro Naccarato.
Si tratta di una decisione senza precedenti, monito al Governo
dell’Unione e ai Dirigenti Nazionali DS della grave frattura che si è
prodotta a Vicenza tra governo e cittadini, per una decione assurda,
incomprensibile e sbagliata presa dopo mesi di battaglie che ci hanno
visto in prima fila, nelle istituzioni e con la popolazione vicentina.Con questa azione, oltre 2/3 della direzione cittadina, numerosi
dirigenti provinciali (3 dei quali si sono dimessi dalla segreteria
provinciale) e tantissimi iscritti di città e provincia, rimarcano la
loro ferma volontà di proseguire con coerenza e convinzione la
battaglia del Dal Molin, auspicando che dal Governo dell’Unione
arrivi quanto prima un segnale altrettanto forte di attenzione verso
la realtà

Alla compagna Daniela Sbrollini, Segretaria provinciale
Alla Segreteria Provinciale ed alla Direzione Provinciale
dei dei Democratici di Sinistra di Vicenza
E p.c. al Segretario Regionale dei DS del Veneto

Cara compagna,
martedì 16 gennaio 2006 il primo ministro Romano Prodi ha informato l’ambasciatore statunitense in Italia, e tutto il nostro Paese, che il governo di centro-sinistra ha dato il via libera alla richiesta americana di raddoppiare la base militare a Vicenza utilizzando una vasta area dell’aereoporto Dal Molin per riunificare la 173a brigata. Il giorno successivo Prodi aggiunge:”la decisione è definitiva”.
Anche se sono enormi le responsabilità del Sindaco e della sua Giunta che hanno mentito per mesi al consiglio comunale a tutta la città un progetto così invasivo per il suo futuro, per noi la scelta presa dal governo Prodi è inaccettabile.
Due sono i motivi più importanti:
1) l’impatto devastante sulla città: sai come noi che l’attuazione del progetto presentato dagli americani crea una seconda città militare nel cuore di Vicenza, di fatto militarizzandola , con conseguenze ambientali e urbanistiche gravissime. La città si è ribellata con molteplici iniziative culminate nella enorme manifestazione di popolo (almeno quindicimila persone) del 2 dicembre scorso. Non si è trattato di manifestazioni antiamericane, né esclusivamente di sinistra, ma nel senso più ampio della voce di un popolo dai più diversi orientamenti politici e di svariata estrazione sociale.
2) il grave segnale di scarsa autonomia nelle politiche internazionali. Non è in discussione l’alleanza con gli Stati Uniti. Va invece superato il rapporto di sudditanza dell’Italia, che Berlusconi aveva consolidato. Con il ritiro delle nostre truppe dall’Iraq avevamo dimostrato di avere dignità nazionale. Ora, con questa decisione, torniamo ad un ruolo subalterno, appannando oltretutto la scelta sull’Irak primo vero segno di discontinuità del governo di centro-sinistra rispetto al precedente. Siamo in un periodo particolarmente segnato da un governo statunitense che usa la guerra come strumento di politica internazionale: gli effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Ebbene, proprio in questa fase in cui questa politica mostra le sue drammatiche conseguenze, il nostro governo fornisce obbediente una nuova, grande sede militare da cui partiranno nuove spedizioni di dolore e di morte.

Ribadiamo quindi l’inaccettabilità della decisione, ma insieme la profonda insoddisfazione e delusione per la condotta del nostro partito, i Democratici di Sinistra, all’interno della coalizione e del governo. Siamo la forza politica maggioritaria dell’Unione e di fatto abbiamo condiviso la scelta di autorizzare la nuova base militare USA senza alcuna considerazione per le opinioni della base del partito di Vicenza e di tutti i cittadini residenti che da mesi esprimevano democraticamente motivata contrarietà all’intervento.
Fa riflettere che il gruppo dirigente del nostro partito non sappia capire e farsi interprete degli iscritti e del proprio elettorato su questioni così importanti per poi agire in modo coerente ai valori e agli impegni dichiarati in campagna elettorale, Ciò risulta ancora più preoccupante in realtà come Vicenza ed il Nordest dove i Ds hanno storicamente enormi problemi di radicamento.

La nostra insoddisfazione non ci porta a desistere da iniziative, a partire dal referendum popolare per consultare tutti gli abitanti di Vicenza, per far recedere il governo dalla posizione assunta, ci porta però ad esprimere con grande rammarico una protesta concreta: la autosospensione dal Partito a decorrere dalla data odierna, pronti a ritirarla a fronte di atti concreti dei DS mirati a rivedere la decisione di costruire la base al Dal Molin e a riprendere la strada di autonomia in politica estera avviata con il ritiro delle truppe italiane dall’Irak.

Vicenza, 19 gennaio 2007

Valentina Dovigo Consigliere comunale Ds
Gianni Cristofari Consigliere comunale Ds
Gianni Rolando Consigliere comunale Ds e Direz. cittadina Ds
Andrea Tapparo Cons. Circ. Ds e Direz. cittadina Ds
Cristina Mulinari Cons. Circ. Ds e Direz. cittadina Ds
Flora Bartolomei Cons. Circ. Ds
Giuliano Trevisan Cons. Circ. Ds
Stefano Romani Cons. Circ. Ds
Iolanda Spagnuolo Cons. Circ. Ds
Alberto Brusarosco Cons. Circ. Ds
Claudia D’Ambros Cons. Circ. Ds e Direz. cittadina Ds
Cucchiara Maurizio Cons.Circ. Ds e Direz. cittadina Ds
Stilianos Nalmpanditis Collegio di Garanzia cittadino DS
Di Vina Fabio ufficio di presidenza della Direzione Provinciale DS
Mattia Pilan Cons.Circ. Ds e Direz. cittadina Ds
Michela Chimetto Direz. cittadina Ds
Peroni Enrico segretario citt. Sinistra Giovanile e Direz. cittadina Ds
Tomaso Rebesani segreteria provinciale Ds e Direz. cittadina Ds
Alessandro Dalla Pozza Direz. cittadina Ds
Francesca Astorino Direz. cittadina Ds
Puggioni Giancarlo Direz. cittadina Ds
Tonin Gina Direz. cittadina Ds
Valdo Mellone Direz. cittadina Ds
Raffaella Sgueglia Direz. cittadina Ds
Adalgiso Barcarolo Direz. cittadina Ds
Bonato Chiara Direz. cittadina Ds
Campagnaro Oscar Direz. cittadina Ds
Bergamin Marina Direz. cittadina Ds
Cestonaro Andrea Direz. Prov. Ds e Presidente INPS Vicenza
Dal Zovo Nando Direz. Prov. Ds
Zanni Gianpaolo Direz. Prov. Ds
Palmieri Ermenegildo Collegio di Garanzia cittadino Ds
Fantin Mirco Collegio di Garanzia provinciale Ds

Altri iscritti DS di Vicenza città e provincia:
Dario Vezzaro segretario di sezione Torri di Q.lo
Bruno Cazzola segretario di sezione Monticello C.O.
Agostino Pantusa Direz. Prov. Ds e segretario di sezione Altavilla V.
Ivonne Masetto Direz. Prov. DS e Segreteria Prov. DS

Ferraresso Gino De Rugna Luciano
Cinzia Preto Giampietro Costabeber
Recardini Verena Campanaro AnnaVittorio
Bianco Massimiliano Vanda Oliviero
Guido Zemin Ferron Maurizio
Enrico Labriola Anna Lucia Quadri
Nicoletti Fabrizio Paola Lovison
Zovico Guido Giovanni Pianalto
Anna Maria Alfano Paola Galon
Ornella Cacco Di Placido Agostino
Luciana Gonella Erminia Quinto
Tommasello Giancarlo Giovanni Pianalto
Danilo Andriollo Ilva Gonzato
Alessandro Mussolin Gaetano Sonda
Giuliano Meneguzzo Bruna Muraro
Gianfranco Rossato Andrea Mantiero
Davide Vittarelli Lino Roetta
Michele Grigenti Giancarlo Albera
Annesa Farinello Angelo Turato
Giusto Pilan Elisabetta Sartor
Niccolò Della Lucilla

16 Gennaio 2007 - ATTO DI DIFFIDA

ATTO DI DIFFIDA
AL DOTT. ENRICO HULLWECK
SINDACO DI VICENZA

La sottoscritta Annamaria Macripò, quale coordinatrice del COMITATO PIU’ DEMOCRAZIA del comune di Vicenza come da atto costitutivo e Statuto già a mani del comune di Vicenza Le notifica la seguente

DIFFIDA

L’evento
Il dieci settembre 2006 gli elettori del comune di Vicenza venivano chiamati a votare nel referendum PIU’ DEMOCRAZIA RELATIVO ALLA INTRODUZIONE NELLO STATUTO COMUNALE DEL REFERENDUM ABROGATIVO, PROPOSITIVO, ABROGATIVO PROPOSITIVO CON EFFICACIA VINCOLANTE PER LA Amministrazione comunale, sindaco compreso.

Proclamazione pubblica dei risultati del referendum
Il regolamento degli istituti di partecipazione all’art. 22 stabilisce
“Art. 22 (proclamazione dell’esito del referendum ed adempimenti conseguenti)
“1.Il sindaco dà pubblica comunicazione del risultato del referendum.
“2. Si applica quanto dispone l’articolo 11 dello statuto.“

L’incombente di cui al primo comma non è una semplice informazione ai cittadini da parte del sindaco ma l’esercizio delle sue funzioni costituite in via esclusiva dall’articolo 58 dello statuto comunale
“Art.58 (funzioni del Sindaco)
“1. Il Sindaco svolge le sue funzioni quale capo dell’amministrazione comunale, quale ufficiale del “Governo, quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge.
…………………………………………..”

Perciò la comunicazione pubblica dovuta è un atto amministrativo che il primo cittadino deve compiere appunto in ossequio alla predetta norma.
Le ragioni della disposizione del primo comma dell’art. 22 del regolamento sono evidenti perché esse individuano nel sindaco, in quanto rappresentante del comune, l’autorità preposta a validare ed asseverare gli esiti del voto attraverso la loro pubblicazione ufficiale, cioè attraverso un atto amministrativo.
La mancanza di tale adempimento obbligatorio produce tre risultati principali negativi:
1) l’esito del referendum resta solamente opinabile ma oggettivamente non conosciuto. Le notizie dei mezzi di informazione non tenuti a dire il vero e non investiti di pubbliche funzioni non possono certamente surrogare un atto pubblico.
In quale paese democratico e governato seriamente, i risultati di una votazione sono affidati alle sole informazioni dei mezzi di comunicazione?
2) è inibita la possibilità di contestare giudizialmente l’esito del voto (brogli o meno) perché la giustizia amministrativa è giurisdizione sugli atti, inagibile in mancanza appunto dell’atto eventualmente da impugnare: la comunicazione pubblica del risultato del referendum da parte del sindaco.
3) il consiglio comunale non è in condizione di discutere e decidere sugli esiti del referendum perché gli manca il necessario supporto della proclamazione ufficiale del risultato.

Perciò la mancata comunicazione pubblica concretizza una omissione ai doveri del Suo ufficio con danno per i cittadini e per il consiglio comunale che, sul referendum del 10 settembre 2006, non può esercitare le sua prerogative. In altri termini la Sua omissione impedisce il funzionamento di un organo istituzionale del comune.
Poiché l’art. 11 dello statuto comunale prevede che
“Art.11 (effetti del referendum)
“1. Il Sindaco, entro un mese dalla proclamazione del risultato del referendum, iscrive all’ordine del “giorno del consiglio comunale il dibattito relativo.”
e poiché Lei ha già iscritto il risultato del referendum al n° 187 dell’ordine del giorno del consiglio comunale, sia pure nella forma illegittima della “comunicazione”, è da ritenere che tale iscrizione sia illegittima, o comunque inefficace, perché manca a monte l’oggetto, cioè il risultato ufficiale certo del referendum quale non può risultare che dalla Sua pubblica comunicazione, cioè validazione pubblica.

Il dibattito in consiglio comunale
Abbiamo appena letto il testo dell’art. 11 dello statuto comunale. L’iscrizione del dibattito in consiglio comunale è un dovere dell’ufficio del sindaco di Vicenza, cioè Suo, anche a sensi del sopra riportato art. 59 primo comma dello statuto. Lei non può fare cosa diversa da quanto stabilito dalla norma, pena la sua violazione.
Invece proprio così è successo. Infatti all’oggetto 187 del consiglio comunale Lei ha fatto riportare:
“OGGETTO 187- AMMINISTRAZIONE - Comunicazione del risultato del referendum comunale “consultivo di iniziativa popolare svoltosi domenica 10 settembre 2006 (art.11 dello statuto del Comune).”

Quindi Lei ha scritto illegittimamente le Sue comunicazioni e non il dibattito consiliare.
La differenza non è solo nominalistica perché, a sensi del comma uno dell’articolo 9 del regolamento del consiglio comunale, la comunicazione del sindaco ha una regolazione assai limitante ed incorsettata.
“Art. 9 (articolazione e modifica dell’ordine del giorno)
“1.La seduta del consiglio si articola nel modo seguente: dapprima viene data risposta alle domande di “attualità, alle interrogazioni e alle interpellanze, per la durata stabilita dall’art. 61; in seguito il presidente “del consiglio o il sindaco possono dare comunicazioni sulle quali può aprirsi un dibattito su richiesta di un “consigliere approvata, senza discussione, dal consiglio; si esaminano quindi le proposte di deliberazione, “le mozioni, le richieste di dibattito e gli altri oggetti, con le priorità indicate nell’avviso di convocazione.
.”……………………………………………………………”

Cioè nel caso di comunicazione del sindaco il dibattito non è un fatto necessario e sempre presente ma solo eventuale, subordinato alla volontà della maggioranza. Poiché in consiglio comunale la maggioranza del sindaco è contraria al referendum, non è arduo prevedere che la richiesta di dibattito sulle sue comunicazioni relativamente all’esito del referendum sarebbe bocciata: la maggioranza ha venticinque voti, compreso il sindaco, l’opposizione sedici.
Il dibattito consiliare è importante non solo perché costituisce un momento di confronto pubblico e democratico nel quale le posizioni dei vari gruppi vengono allo scoperto ma anche perché a sensi dell’art. 32 del regolamento del consiglio comunale nel corso del dibattito possono essere presentati ordini del giorno sui quali il consiglio comunale si pronuncia con il voto

“Art. 32 (presentazione di ordini del giorno)
“Ciascun componente il consiglio comunale può presentare durante la discussione ordini del giorno “correlati all’oggetto in trattazione, e non richiedenti la procedura di iscrizione all’ordine del giorno dei “lavori consiliari, depositando il testo scritto sul banco del presidente del consiglio.
“……………………………………………………..”
Un ordine del giorno favorevole alla modifica dello statuto comunale nel senso voluto dai cittadini con il voto referendario, anche se non ha efficacia giuridica diretta, è pur sempre la espressione del consiglio ed ha un forte impatto a valore politico e sociale.

Il fatto che Lei abbia iscritto all’ordine del giorno non il dibattito ma le Sue comunicazioni ci fa supporre che che non ci sia la volontà di far esprimere il Consiglio Comunale sull’argomento in oggetto (referendum)

Su tutto ciò siamo già intervenuti con la nostra lettera a Lei diretta depositata presso la casa comunale il 23/X/2006 e da Lei non riscontrata pur essendo decorsi i trenta giorni fissati come limite massimo entro il quale Lei avrebbe dovuto risponderci a sensi dell’articolo 328 cod. pen.

La legge elettorale in materia referendaria
Come non di rado succede nell’ordinamento italiano, le sanzioni penali in materia referendaria vengono disposte con un procedimento a cascata per cui, attraverso successivi rinvii e richiami, si perviene alla disposizione regolatrice.
La materia delle sanzioni penali per chi omette la proclamazione dei risultati elettorali è normata dal DPR 30 marzo 1957 n° 361 – testo unico delle leggi elettorali – norme per l’elezione della Camera dei Deputati.

Ad essa si richiamano sia il DPR 16 maggio 1960 n° 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali) all’art. 102 come, soprattutto, la L. 25 maggio 1970 n° 147 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa del popolo) agli artt. 50 e 51, commi 1 e 2, per le quali il Legislatore ha scelto di non inserire una disposizione sulla rilevanza penale di chi omette la proclamazione del risultato e sulle relative sanzioni ma testualmente di rinviare l’insieme delle tutele penali al DPR 361/1957.Il referendum comunale, consultivo o meno, è a tutti gli effetti una manifestazioni di volontà del popolo sovrano attraverso il voto garantito dalla pubblica autorità, come i referendum costituzionali e come ogni tipo di elezione.
Quindi anche per esso devono esserci norme penali specifiche a punire chi “…. essendovi obbligato per legge, non compie, nei modi e nei termini prescritti, le operazioni necessarie per la preparazione tecnica delle elezioni, per il normale svolgimento degli scrutini e per le proclamazioni, o, in mancanza di prescrizione di termini, ritarda ingiustificatamente le operazioni stesse…”
Spetta al Parlamento legiferare in materia penale e quindi il consiglio comunale di Vicenza non poteva certo disciplinare tale importante aspetto del referendum locale né con lo Statuto né con il regolamento degli istituti di partecipazione. Per evitare che tale consultazione locale sia priva di specifica tutela è necessario rivolgerci alla normativa più vicina e analoga, cioè la L. 352/1970 che disciplina l’esercizio del referendum, ancorché di carattere nazionale.

Di conseguenza, in base alle disposizioni degli artt. 50 e 51, primo e secondo comma, della L. 147/1970 in materia di referendum nazionale che per gli aspetti penali rinviano alle leggi per la elezione della Camera dei Deputati, riteniamo che anche al referendum comunale sia applicabile la norma penale di cui alla L. 361/1957 art. 94.
Perciò l’omessa proclamazione del risultato del referendum comunale del 10/IX/2006 rientra tra le fattispecie previste e punite dalla L. 147/1970 attraverso il rinvio al DPR 361/1957.

IN RAGIONE DI TUTTO CIO’
La diffidiamo:
1) dal non rispondere alla nostra 23/X/2006 entro dieci giorni dalla notifica della presente
2) dal permanere nel Suo comportamento omissivo in ordine alla pubblica comunicazione del risultato del referendum comunale del 10/X/2006
3) dal non modificare la natura e tipologia dell’atto che Lei intende compiere in adempimento dell’art. 11 dello statuto comunale sostituendo la frase “comunicazione del risultato del referendum comunale” con “dibattito del consiglio comunale sull’esito del referendum comunale”.
La presente diffida ha lo scopo di conseguire gli esiti or ora esposti ed anche di metterLa in mora al fine di costituire l’elemento psicologico, intenzionale, del reato nel caso il giudice penale ne ritenesse la sussistenza.

Attenderemo un mese dalla notifica della presente diffida dopodiché, in mancanza dei fatti concludenti richiesti, ci rivolgeremo alla autorità giudiziaria chiedendone l’intervento nei Suoi confronti.

Vicenza……………

p/Il COMITATO PIU’ DEMOCRAZIA

Annamaria Macripò

RELATA DI NOTIFICA
Ad istanza del ricorrente io sottoscritto aiutante Ufficiale Giudiziario addetto all’Ufficio notifiche del Tribunale di Vicenza ho oggi notificato copia conforme all’originale della presente diffida al dott. Enrico Hullweck quale sindaco di Vicenza presso la casa comunale in corso Palladio n. 98 pal. Trissino ivi consegnandolo a mani di

12 Dicembre 2006 - Rendiconto spese referendum

Pubblichiamo di seguito il rendiconto delle spese sostenute dall’amministrazione comunale di Vicenza per quanto riguarda il referendum costituzionale e il referendum Piùdemocrazia del 10 settembre:

Referendum costituzionale 25-26 giugno 2006

Spedizioni cartoline/telegrammi € 3.256,20
Personale ATA € 4.382,43
Spese cancellerie e varia per logistica € 30.698,51
Trasporto e accompagnamento ai seggi € 393,37
Spese propaganda elettorale € 11.148,00
Sistemi informatici/assistenza € 3.352,80
Compenso componenti seggi elettorali € 63.048,00
Lavoro straordinario+contributi € 121.976,35
Indennità chilometrica € 422,01
INAIL su lavoro straordinario € 1.042,23
Buoni pasto € 6.743,64

totale € 246.463,54

Referendum comunale 10 settembre

Spese per servizio di postalizzazione (lettera del sindaco inviata a tutti i capofamiglia) € 23.523,31
Spese ai componenti elettorali € 24.721,00
Spese cancellerie e varia per logistica € 11.000,00
Lavoro straordinario+contributi € 48.910,93
Spese per la predisposizione degli spazi per la propaganda elettorale € 7.843,20
Spese per la collaborazione professionale ATA (impegnate) € 6.000,00
Spese per servizio di trasporto e accompagnamento ai seggi per cittadini con difficoltà motorie (impegnate) € 500,00

totale € 122.498,44

7 Dicembre 2006 - Articolo pubblicato su Il Vicenza venerdì 1 dicembre 2006

SANA DEMOCRAZIA
Così come un cancro che va in metatasi compromette irreparabilmente la salute della persona altrettanto gli effetti disastrosi del berlusconismo appaiono in tutta la loro dirompente drammaticità: minare lo stato democratico costruendo un sistema che permetta di restare al governo anche a chi non ha il consenso della maggioranza degli elettori.
Sorge allora impellente il bisogno di una democrazia più sana, che garantisca la partecipazione dei cittadini, il rispetto delle regole e il rispetto ai cittadini di chi viene chiamato a rappresentarci politicamente.
Occorrono, a parer mio, urgentemente leggi che in ogni livello di governo non permettano: – la candidatura e l’elezione di chi ha la fedina penale sporca e/o procedimenti penali in corso; – la candidatura e l’elezione di chi è proprietario di mass media e/o rilevanti imperi economici; – la durata per più di due mandati a chi viene eletto.
e contestualmente leggi che in ogni livello di governo: – introducano negli statuti l’obbligo delle primarie; – introducano negli statuti l’obbligo del referendum abrogativo e/o consultivo vincolanti e senza quorum; – introducano negli statuti il bilancio partecipativo e il bilancio ambientale; – introducano negli statuti la revoca del mandato elettorale.
Lo scopo di questi strumenti di Democrazia Diretta non è certo quello di impedire l’attività politica ma quello che fa sì che chi viene chiamato a rappresentarci, sapendo in anticipo che gli elettori con la loro partecipazione possono toglierli in qualsiasi momento la fiducia del voto, questi si adoperi ad ottenere il consenso dovuto prime di prendere decisioni, e non dopo. Ecco allora che avremo le basi per lo sviluppo di una precisa e corretta informazione, della partecipazione e di una sana democrazia.

Eugenio Berti
Comitato Più Democrazia

11 settembre 2006 - grazie ai cittadini di Vicenza: il cammino continua

Risultati definitivi
Riepilogo
Seggio per seggio

Numero seggi pervenuti 53 su 53
Elettori aventi diritto 88.266
Totale votanti 11.701 13,26%

Voti SI 10.583 90,45 %
Voti NO 1.019 8,71 %

Allora è stato un successo oppure no?

Alcune considerazioni:

nel 2003 il sindaco Hullweck è stato eletto con 26988 voti (su 90190 aventi diritto, ossia il 29,92 %) , con il pieno sostegno del Giornale di Vicenza, di TVA Vicenza e una coalizione di partiti al governo in città e nel paese e con una spesa elettorale che alcuni stimarono in 100000 euro

nel 2005 alle elezioni primarie del centrosinistra, con un coinvolgimento a livello nazionale e una imponente e dispendiosa campagna elettorale, andarono a votare a Vicenza nelle 12 sezioni, 9058 cittadini

nel 2006 il referendum Più Democrazia, osteggiato dall’amministrazione comunale, dai partiti di maggioranza, snobbato da quelli di minoranza (tranne Vicenza Capoluogo, Dovigo – DS, Asproso – Verdi), quasi completamente censurato dal Giornale di Vicenza e da TVA (i due mezzi di comunicazione più visti in città), finanziato con 1000 euro da cittadini volenterosi, realizzato nell’ultimo ponte estivo con la città mezza vuota e la cui campagna elettorale è per legge iniziata l’11 agosto con città totalmente vuota, ha avuto 11701 voti, ossia più delle primarie e poco meno della metà di quelli dell’attuale sindaco che ci governa da 8 anni…

Giudicate voi.

Noi cittadini di Vicenza facenti parte del Comitato più democrazia siamo convinti di aver ottenuto un risultato eccezionale. Ora i cittadini di Vicenza sanno che esiste questo strumento, hanno chiesto di rafforzarlo introducendo il referendum abrogativo e propositivo ed ora il consiglio comunale deve discutere di questo argomento deliberare a proposito. Prima, non l’aveva mai fatto. Questo ci proponevamo da 3 anni a questa parte e questo abbiamo ottenuto.

Due anni fa eravamo in cinque a chiedere il referendum abrogativo e propositivo.
Un anno fa eravamo in ventidue.
Oggi siamo in 10583 cittadini.

Grazie a tutti coloro che hanno capito il senso del nostro impegno e che ci hanno aiutato e stimolato a proseguire.

Questo è solo un ulteriore passo nel cammino che separa Vicenza da una democrazia più vera, più vicina ai desideri e alle esigenze dei cittadini.

5 Maggio 2006 - Si farà il 10 settembre 2006

Finalmente abbiamo una data: domenica 10 Settembre 2006

Finalmente i vicentini potranno esprimere la loro opinione sull’idea di introdurre i referendum propositivi e abrogativi anche a Vicenza.
Finalmente una possibilità di avere PIU’ DEMOCRAZIA a Vicenza.
Oggi il sindaco ha mandato una lettera che indica tale data. Il Referendum Più Democrazia per cui quest’inverno 5417 cittadini avevano firmato, tutti gli elettori lo potranno votare il 10 settembre.

11 Febbraio 2006 - REFERENDUM SI FARA’: raggiunte 5279 firme e forse di più!!!

5279 firme raggiunte e forse qualcuna di più (ne servivano 4000).
Lunedì dopo la consegna ufficiale al Segretario Comunale, scriveremo l’esatto numero raggiunto…

Grazie a tutti i cittadini che ancora una volta si sono dimostrati estremamente saggi, partecipi, ricchi di senso civico e hanno capito il senso della nostra iniziativa, nonostante l’opposizione o peggio, il silenzio dei mezzi di comunicazione e dei grandi partiti.

RIPRENDE IL FUNZIONAMENTO DEL SITO

Dopo una lunga interruzione dovuta ad inconvenienti tecnici, riprende il funzionamento del sito Più Democrazia, che nel frattempo ha cambiato noMe diventando Più Democrazia e Partecipazione
Alcune informazioni presenti fino alla sua interruzione avvenuta in febbraio 2007 però sono andate perdute sarà cura comunque recuperare quanto possibile un pò alla volta.
Grazie al contributo di Paolo Michelotto che ha reso possibile la riapertura del sito.

18 Novembre 2005

Non si cambiano le regole a gioco iniziato!

Lettera aperta alla città:
Non si cambiano le regole a gioco iniziato.
La giunta vuole modificare il regolamento del referendum comunale, ora che il percorso del Referendum Più Democrazia è arrivato alla fase della raccolta firme. E non è un cambiamento casuale o migliorativo, ma la modifica di una sola frase, che apparentemente innocua e quasi di buon senso, in realtà vuole distruggere lo strumento del referendum.
Abbiamo scritto ai nostri amministratori chiedendo un incontro. Non abbiamo ottenuto nessuna risposta.
Ecco il testo di quanto abbiamo mandato: (continua…)

12 Novembre 2005

Inizia la Raccolta Firme

Si inizia per davvero. Da lunedì 14 novembre, tempo tre mesi, iniziamo la raccolta delle 4000 firme necessarie. Se ritieni che l’iniziativa “Referendum Più Democrazia” sia utile per dare ai cittadini degli strumenti VERI per far sentire la loro voce…
1. vieni a firmare il prima possibile
2. aiutaci a gestire il banchetto in una delle date dove c’è scritto “da stabilire” nello spazio “aiuto al banchetto” del calendario sottostante
3. diffondi questa email all’indirizzario dei tuoi amici. (continua…)

4 Novembre 2005

Preparativi per la raccolta firme

Tra 10 giorni inizia la fase forse più impegnativa del nostro percorso. Per effettuare questo referendum bisogna raccogliere 4000 firme autenticate di cittadini.
La loro raccolta viene effettuata: dal 14-11-05 al 14-02-06 presso:
1. Uffici Comunali e Circoscrizionali, orario ufficio

2. Casa per la Pace, C.trà Porta Nova 2, dalle ore 21 alle 23 di tutti i mercoledì
3. Libreria Librarsi, vicino Antica Malvasia, C.trà delle Morette 4, dalle ore 21 alle 23 di tutti i venerdì
e in altri luoghi che verranno resi noti. Per ulteriori informazioni:
telefona allo 0444 327395 o

scrivi a comitato@piudemocrazia.it

Il mercoledì 7 Dicembre 2005 organizziamo nella sala Palladio della Fiera di Vicenza un incontro con Marco Travaglio sul tema della Democrazia. L’ingresso sarà gratuito e invitiamo tutti a diffondere fin da adesso questa notizia. In quella sera raccoglieremo firme per il referendum Più Democrazia..
Abbiamo pensato di dare a tutte le associazioni e gruppi che lo desiderano la possibilità di allestire un loro banchetto nell’atrio, gratuitamente. Come lo scorso anno. Però bisogna segnalare questa intenzione e prenotare lo spazio, scrivendo a comitato@piudemocrazia.it
Lo spazio che è grande, ma non illimitato, verrà assegnato in ordine cronologico di prenotazione (che ripetiamo, è gratuita). (continua…)

28 Ottobre 2005

Alcune novità della settimana

Domenica 23 ottobre 2005 a VicenzaMondo, un evento realizzato da decine di associazioni per mostrare e cercare un altro tipo di sviluppo, è stato realizzato un documento finale che tra gli altri punti appoggia l’iniziativa del Referendum Più Democrazia. Leggi qui. (continua…)

Articolo che apparirà nel settimanale Carta

Questo articolo apparirà sul settimanale nazionale Carta in una delle sue prossime uscite:
Vicenza ex «città qualunque» del già ricco Nord-est, forse passerà alla storia. Sarà la prima città in Italia ad offrire nuovi strumenti di partecipazione e democrazia diretta ai suoi abitanti, quali il referendum propositivo e abrogativo. (continua…)

20 Ottobre 2005

Panico da referendum

Da mesi aspettavamo che il Giornale di Vicenza parlasse del Referendum Più Democrazia che stiamo organizzando. Finalmente è apparso, mettendo in risalto l’opinione del Sindaco e la paura verso i cittadini della nostra giunta. (continua…)

11 Ottobre 2005

Nuova bozza volantino e prime adesioni

Ecco una nuova bozza di volantino migliorata nell’aspetto.bozza volantino
bozza volantino
Hanno aderito alla iniziativa Referendum Più Democrazia: (continua…)

8 Ottobre 2005

Articolo su Vicenza ABC ed altre novità

  1. ho ricevuto oggi la convocazione del Comune per il 14 ottobre ore 17 nella sala Rossa per l’approvazione del modulo raccolta firme. (continua…)

7 Ottobre 2005

Incontro con i capogruppo minoranza

Proseguendo il nostro giro di incontri, dopo AN e UDC abbiamo incontrato ieri sera i capogruppo della minoranza.
Presenti per noi del comitato:Valentina, Eugenio, Fabio, Paolo
Dei consiglieri: Quaresimin, Poletto, Cristofari, Soprana, Giuliari, Veltroni, Cangini. Ultimi 5 secondi anche Asproso. (continua…)

Richiesta a Beppe Grillo

RIPORTO LA RISPOSTA DATAMI (AL MONEMTO) “DAL MIO AGGANCIOPER CONTATTARE BEPPE GRILLO E FARLO VENIRE A VICENZA.
STEFANO (continua…)

Testo appello e lettera pubblicata

Allego il testo dell’appello e anche il testo della lettera che
l’Assogenitori ha pubblicato nella loro rivista.
Ciao, Eugenio (continua…)

Riunione del 5-10-05

Riassunto della riunione di mercoledì 5-10-05
presenti Stefano, Annamaria, Sandra, Patrizia, Fulvio, Fabio, Eugenio,
Paolo.
Comunicazioni:
1. Eugenio ha riferito che il prossimo mese probabilmente alla riunione
mensile del Cai lui parlerà del referendum;
2. il segr, provinciale UIL si è mostrato molto interessato al
referendum. Nei prossimi giorni (continua…)

22 Settembre 2005

Si parte davvero: 14 novembre inizio raccolta firme

4000firmeLa data di inizio della raccolta delle 4000 firme necessarie è stata fissata per il 14 Novembre 2005. Ora, superate le prime tappe burocratiche (costituzione comitato davanti al notaio, presentazione quesito, giudizio di ammissibilità del comitato di esperti) ci serve l’aiuto di tutti i cittadini di buona volontà...
Seguono l’articolo sul Gazzettino, il video su TG68, i documenti dei verbali del Comitato degli Esperti e il giudizio finale di ammissibilità.

(continua…)

3 Settembre 2005

Referendum Più Democrazia: il quesito è stato giudicato ammissibile

ammissibilta referendumVenerdì 2 settembre 2005 alle 20,30 alla fine del terzo incontro con il Comitato degli Esperti e innumerevoli modifiche e limature al quesito originale, il testo del Referendum Più Democrazia è stato giudicato AMMISSIBILE. Questo è un passo storico nella realizzazione del primo referendum comunale nella storia di Vicenza.
Qui di seguito scrivo il testo definitivo del quesito:

(continua…)

23 Agosto 2005

Prima riunione con il Comitato degli Esperti

prima riunione comitato espertiQuesta sera 23 agosto ore 17, c’è stata la prima riunione del Comitato degli Esperti che deve valutare l’ammissibilità del referendum che abbiamo presentato.
Il clima era estremamente costruttivo. (continua…)

14 Luglio 2005

Il nostro futuro percorso

Nell’ultimo incontro di mercoledì 13 luglio 2005, il Comitato Più Democrazia ha discusso sul percorso da attuare per ottenere che il referendum propositivo e abrogativo venga inserito nello statuto comunale.

(continua…)

30 Giugno 2005

Testo domanda referendum Più Democrazia

Questo il testo approvato dal Comitato Più Democrazia il 29-06-05:

Il referendum propositivo è una consultazione elettorale su una proposta promossa da un gruppo di cittadini.
Il referendum abrogativo è una consultazione elettorale promossa da un gruppo di cittadini per annullare una delibera della giunta o del consiglio comunale.
Questi tipi di referendum sono già presenti ad esempio negli statuti dei comuni di Venezia, Belluno, Perugia, Malo, Gallio.
In entrambi i casi il risultato è vincolante per gli amministratori.
Per fare del referendum comunale uno strumento di partecipazione più facilmente applicabile, si rende necessario integrare lo statuto comunale di Vicenza.
Vuoi tu, quindi, inserire nel 1° comma dell’art. 9 dello statuto comunale i termini “propositivi” e “abrogativi” per ottenere questo nuovo testo dell’art: … possono richiedere l’indizione di referendum consultivi, propositivi, abrogativi…

(continua…)

23 Giugno 2005

E’ nato il Comitato Più Democrazia

cittadinoMartedì 21 Giugno la prima sera d’estate, la notte delle magie, presso la Casa per la Pace è nato il Comitato Piu’ Democrazia per ottenere anche a Vicenza il Referendum Propositivo e Abrogativo.
In questa calda notte d’estate, 23 cittadini di Vicenza si sono riuniti per formalizzare la nascita del Comitato davanti ad un notaio.
La creazione del Comitato è il primo passo richiesto dal Regolamento del Comune di Vicenza sugli Istituti di Partecipazione, per poter iniziare il referendum consultivo.
Infatti noi vogliamo usare questo strumento debole (il referendum consultivo esprime “solo” il parere della cittadinanza, non obbliga gli amministratori ad attuare quanto chiesto) per ottenere uno strumento di democrazia diretta più forte, il referendum propositivo e abrogativo. Con questi due strumenti, il parere dei cittadini è vincolante e gli amministratori devono attuare quanto chiesto nella consultazione. Devono per legge…
Questo di martedì 21 giugno 2005 è solo un primo passo di un lungo cammino…

« Previous Page