4 Dicembre 2008

LETTERA PER I CONSIGLIERI COMUNALI

Gentile Consigliere,

nel 2006 il Comitato Più Democrazia si è fatto promotore di un referendum consultivo ai sensi dell’art. 9 dello statuto comunale di Vicenza al fine di introdurvi il referendum propositivo e quello abrogativo per fornire alla cittadinanza due validi strumenti di partecipazione attiva.
Le motivazioni che hanno spinto un gruppo di cittadini, legalmente costituitosi davanti a un notaio, a portare avanti questa iniziativa che, lo ricordiamo, prima di giungere a conclusione ha dovuto seguire un iter burocratico e procedurale lungo e difficoltoso (l’approvazione del quesito da parte del Comitato degli esperti del Comune, la raccolta di 4000 firme autenticate e infine la celebrazione del referendum vero e proprio) sono molteplici. Innanzi tutto, una seria riflessione sull’attuale situazione di scollamento tra istituzioni e cittadini, non può che portare a riflettere sulle sue cause (cattivo utilizzo della delega, perdita di fiducia da parte della cittadinanza; visione obsoleta della democrazia) e prevederne il superamento attraverso un’integrazione della democrazia rappresentativa con forme di democrazia diretta e partecipativa attraverso le quali i cittadini hanno la possibilità di realizzare una domanda di partecipazione sempre più manifesta. Si tratta dunque non di sostituire ma di modificare e aggiornare il nostro sistema rappresentativo in alcune sue linee e strutture portanti ormai obsolete e affiancarlo con strumenti di democrazia diretta già ampiamente diffusi nella pratica politica di stati a noi omologhi come storia culturale e politica.
La nostra iniziativa va anche letta come un tentativo di mettere in pratica uno dei principi fondamentali introdotti dalla riforma dello Stato e della pubblica amministrazione (1990 – 2001), il principio di sussidiarietà, ovvero una nuova forma di esercizio della sovranità popolare che completa le forme tradizionali della partecipazione politica e amministrativa. Essa si realizza quando i cittadini si attivano autonomamente dando vita a iniziative di interesse generale, che le istituzioni sono tenute a sostenere, facilitare e integrare nelle loro politiche, in attuazione della Costituzione. Si tratta dunque di una nuova forma di collaborazione fra i cittadini e l’amministrazione, che per essere attuata, però, prevede che l’amministratore dialoghi e collabori con il cittadino su un piano paritario, entrambi convergendo, benché con strumenti diversi, verso il perseguimento dell’interesse generale. Per le amministrazioni attuare la sussidiarietà significa riconoscere nei cittadini i titolari di un diritto ad agire concretamente per la soluzione di problemi di interesse generale, agendo insieme ad essi e non solo per conto e in nome loro.
Infine la volontà di dar vita a questo referendum è da valutarsi nell’ottica di aggiornare lo statuto vicentino (approvato nel 1991), secondo un atto di autogoverno dei cittadini, alla luce delle più recenti innovazioni nazionali. Sono numerosi i comuni italiani già dotati dei tre referendum: consultivo, propositivo, abrogativo (Gallio, Malo, Thiene, Belluno, Venezia, Livorno, Varese, Pisa, Catania, Frosinone, ecc.).

Con queste premesse e visto l’iter che è seguito alla proclamazione dei risultati del referendum da parte del sindaco della precedente amministrazione, Le chiediamo un incontro per una valutazione consensuale al fine di verificare la possibilità di ottenere, dopo un’attesa di oltre due anni, la modifica, tramite delibera consiliare, del Regolamento degli Istituti di Partecipazione per l’introduzione dei referendum abrogativo, propositivo e abrogativo-propositivo (in allegato le nostre proposte).

In attesa di una Sua risposta, La saluto cordialmente

Annamaria Macripò
Coordinatrice del Comitato Più Democrazia e Partecipazione

Vicenza, 20 novembre 2008

3 Dicembre 2008

I NUOVI CONSIGLIERI RITARDANO

L’ultima settimana di novembre del 2008 sono state recapitate a tutti i 40 consiglieri comunali di Vicenza delle buste contenenti le nostre proposte di modifica dello statuto comunale e del regolamento degli istituti di partecipazione. Con questa consegna ci si augura di stimolare l’impegno del consiglio comunale di dare seguito all’iter del referendum del 10 settembre 2006 e portare quindi all’ordine dl giorno il rispettivo dibattito, così come previsto dallo statuto stesso.
La passata amministrazione ha fatto di tutto per evitare quest’obbligo, evidentemente percependola come un fastidio da cui dover ripararsi piuttosto che un dovere istituzionale nel rispetto dei citatdini. Con la nuova amministrazione, che ha vinto anche per le promesse fatte a questo proposito, si è sperato e si spera ancora che il C.C. si esprima sul referendum, sono stati contattati personalmente anche i capigruppo della maggioranza (quelli della minoranza sono stati contattati quando erano maggioranza nella passata amministrazione e chi di loro ha risposto ha sempre risposto picche) per cui adesso non hanno motivazioni di sorta per ritardare l’obbligo derivante dal rispetto dello statuto e dei citattdini.

I contenuti della nostra proposta sono la sintesi di una ricerca compiuta consultando statuti e regolamenti di enti molto più avanzati del nostro sul tema della partecipazione (reg. Sicilia, Sardegna, Toscana, com. di Ferrrara, Torino, Malo, Venezia, etc.), inoltre parte importante è l’esperienza acquisita dal nostro impegno referendario che ci ha portato ad applicare delle norme, quelle attuali, che contrastano e rendono di difficile applicazione l’istituto referendario medesimo. Infine non si può non tener conto che nel referendum costituzionale nazionale le firme da raccogliere sono intorno all’1%, degli aventi diritto al voto e non è previsto il quorum. Non si vedono motivi quindi affinché un qualsiasi altro ente debba inasprire tali adempimenti.

Principali modifiche affrontate: – Il 2% della popolazione iscritta alle liste elettorali può chiedere l’indizione dei referendum; – Il comitato si può costituire anche davanti al segretario comunale; – Introduzione dei referendum abrogativo, propositivo e abrogativo-propositivo; – I referendum si svolgono obbligatoriamente nel mese di ottobre anche in concomitanza di altre consultazioni popolari; – Quorum 10%; – Sull’ammissibilità del quesito decide il difensore civico sentito il collegio dei garanti; – Effetti del ref. Consultivo: discussione e delibera alla 1° seduta del CC dopo la proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Abrogativo: ablazione il giorno successivo alla proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Propositivo: il CC ha 60 gg. di tempo per prendere provvedimenti conformi alla volontà popolare; – In caso di inadempienza del CC nomina di un commissario ad acta; – I seggi elettorali devono essere collocati prioritariamente in fabbricati in uso al comune e solo in casi di insufficienza numerica in edifici scolastici; – Anche l’amministrazione comunale può avere l’iniziativa di indire consultazioni popolari con il voto.