26 Agosto 2009

“PATTO PER VICENZA”: IL DAL MOLIN, OPPORTUNITA’ O COMPENSAZIONE O …?

Nella proposta del Patto per Vicenza e in di alcuni dei commenti che ne sono seguiti si ritrova la conferma di una volontà che vuole insinuare, più o meno sommessamente ma con pericolosa e preoccupante insistenza, la convinzione che la scellerata tragedia che ci viene imposta sia invece un’opportunità.


Innanzitutto c’è da chiedersi: volontà di chi? E per conto di chi? Con quali numeri si vuole far passare per accettabile ciò che è stato palesemente rifiutato dai vicentini con la consultazione del 5 ottobre 2008? E’ onestamente doveroso tenere presente che in democrazia chi non vota non dice niente e in quella occasione il 71,44% dei vicentini hanno deciso di non dire niente, delegando quindi a chi invece ha votato il risultato della votazione che si è chiaramente espresso con maggioranza schiacciante su questa “opportunità”: il 95,66% ha votato NO e il 3.76% ha votato SI.   emoticon
Chi vuole affermare che la maggioranza dei vicentini è disposta ad accettarla questa nuova base deve avere i numeri per farlo e c’è un solo modo per averli, altrimenti è la solita presa in giro alla faccia della democrazia.

In secondo luogo non si tiene minimamente conto della delibera di iniziativa popolare approvata dal C.C. dove con il cambio di destinazione d’uso dell’area Dal Molin si destina tale area ad uso solamente civile, manifestando in tal modo la volontà di non accettare strutture militari.     emoticon
In terzo luogo associare questa nuova base a opportunità di sviluppo ambientale e occupazionale ormai è diventato talmente ridicolo che qualsiasi persona normale si sente sfacciatamente presa in giro, è notoriamente risaputo infatti che le infrastrutture militari sono tra le più inquinanti del pianeta e per quanto riguarda Vicenza, ormai gli americani vivono e vivranno (a spese nostre) isolati nelle loro strutture con pochissimi contatti dai risvolti economici con l’esterno (a meno che per indotto non si considerino sporadici frequentazioni di bar e locali di lap-dance e prostituzione che a quanto risulta sono gli unici motivi di svago esterni dei militari americani).    emoticon
In quarto luogo c’è la possibilità tecnica di dimostrare se quest’opera avrà o meno un impatto devastante sul nostro territorio con la V.I.A., che guarda caso è però osteggiata da chi vuole la nuova base. Venga allora fatta la V.I.A. e solo dopo allora si può anche discutere del resto.    emoticon
In quinto luogo i militari americani negli insediamenti già esistenti sono padroni di usare qualsiasi tipo di mezzi ed armi per le loro attività e questo senza che noi, la popolazione suo malgrado coinvolta, ne siamo posti a conoscenza e così faranno in ogni altro sito a loro disposizione. E’ ancora recente la decisione del C.C. di dichiarare la città di Vicenza denuclearizzata, come la mettiamo allora con le esigenze militari americane? C’è qualcuno in grado di controllare e di imporre agli americani il rispetto di questa volontà dei cittadini? Chì ci può dare queste garanzie che valgono anche per i materiali batteriologici e chimici?
Sappiamo tutti molto bene che queste domande hanno già la risposta, soprattutto dettata dalla nostra storia di ospitanti militari americani ed è una risposta che si aggiunge ai tanti motivi per rifiutare questa nuova base e rimettere in discussione tutte le altre.   emoticon


Tutto ciò premesso, anche se ben lungi da elencare in modo completo tutti i motivi che rifiutano tale opera, mette allora in evidenza che i nostri diritti di sapere come viviamo e su cosa viviamo, per decidere sul nostro futuro e per i nostri figli e garantiti dalla costituzione, vengono così calpestati con prepotenza da poche ma autoritarie persone che in nome di un mandato tradito nel metodo e nel merito, si arrogano il potere di decidere sulla sorte di migliaia di persone. emoticon
Un frase che si può riconoscere in una lettera già pubblicata è “I grandi cambiamenti possono verificarsi non solo a seguito di pericolosi eventi rivoluzionari ma anche, e lo spero, con una Democrazia applicata con etico rigore” solo che in questo contesto viene usata con grande ipocrisia per rendere meno dolorosa la scelta che dovremo subire. Non è così che si fa.
La democrazia applicata con etico rigore è quella della partecipazione, delle consultazioni popolari e del rispetto delle stesse, cosa che a Vicenza non è ancora stata fatta.  A proposito che fine ha fatto il risultato del referendum del 10 settebre 2006 per cambiare lo statuto comunale?  emoticon
Per quanto riguarda la richiesta di confrontarsi su questa proposta due parole sul tema del confronto:  di solito si fanno i confronti fra due o più scelte che in ogni caso garantiscono un vantaggio o un’opportunità di sviluppo, o una crescita…. , qui invece si vuole fare un confronto tra un danno colossale e il nostro diritto ad una vivibilità senza questo danno colossale.
La scelta, per chi ha buon senso, è cosa già fatta, è inevitabile ancor prima del confronto, il confronto stesso è quindi inutile. Tutta la proposta del patto è sbagliata, perchè si basa su un intervento che non ci potrà che portare dei danni.    emoticon
Nonostante ciò si vuole insistere a farci credere che sia un’opportunità, dicendo che è per il nostro bene. Tutto ciò risulta allora sospetto, perchè è contro il buon senso (quello che si chiamava del buon padre di famiglia), è sospetto perchè diventa legittimo pensare che ci sarà sì qualcuno che ne avrà dei vantaggi a danno però di una comunità intera, che fino a prova contraria si è già espressa a maggioranza contro questo progetto.
Chi vuole veramente il bene di questa nostra comunità deve allora rispettare la volontà dei cittadini che si sono espressi a maggioranza e non la volontà di qualche cittadino solamente. Se qualcuno avesse dei dubbi pensi al dopo… quale potrà essere la risposta dopo che la nuova base sarà costruità? Per fortuna che è stata fatta oppure che razza di errore abbiamo commesso? Chi propone questo patto così come chi ha favorito l’avvio di questo dramma sono sullo stesso piano, se la base verrà fatta calpestando il buon senso, la volontà dei vicentini e i nostri diritti costituzionali, costoro saranno responsabili della rovina di questa nostra città e ne dovranno rendere conto a tutti i cittadini, sia ai tantissimi contrari sia ai pochi che credono ancora alle favole. emoticon

REFERENDUM DEL 10 SETTEMBRE 2006 - PRIMI SEGNALI DI DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

P.G.N. 50317 Vicenza, 3 agosto 2009
OGGETTO: Convocazione del Consiglio comunale per i giorni 10 e 11 settembre p.v..
Egregio Consigliere,
La informo che il Consiglio comunale è convocato, ai sensi dell’art.1 del regolamento del Consiglio comunale e dell’art.125 del T.U.L.C.P. 4.2.1915 n.148, nei giorni di:
- GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2009 ALLE ORE 16,30 e
- VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2009 ALLE ORE 16,30,
per la trattazione degli oggetti iscritti nell’allegato ordine del giorno.
Nelle indette sedute saranno trattati gli oggetti nn. 75-76-77-78-79-80.
(…)
OGGETTI RIMASTI DA TRATTARE
OGGETTO 1- AMMINISTRAZIONE-Comunicazione del risultato del referendum comunale consultivo di iniziativa popolare svoltosi domenica 10 settembre 2006 (art.11 dello statuto del Comune).
 (…)
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Luigi Poletto