12 Ottobre 2010

COME MIGLIORARE E INTRODURRE LA DEMOCRAZIA DIRETTA NEI COMUNI

Paolo Michelotto raccoglie preziose informazioni sulla necessità, sempre più attuale, di dotarsi degli strumenti della Democrazia Diretta.

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http://www.cittadinirovereto.it/diario/migliorare-e-introdurre-la-democrazia-diretta-nei-comuni/

Buona lettura

11 Ottobre 2010

QUALE E’ STATO L’ATTEGGIAMENTO DELLA I COMMISSIONE ALLA NOSTRA AUDIZIONE SULLA DELIBERA PER IL REFERENDUM?

Ci scrive il cosigliere Cizia Bottene, componente della I Commissione:

Ciao a tutti, vi aggiorno su quanto accaduto ieri in commissione.

Sulla posizione di Zanetti ha già riferito Annamaria, posso solo aggiungere che mi era stata anticipata il giorno prima (ne avevo parlato anche telefonicamente con Fulvio).

Il discorso fatto da Annamaria è stato puntuale ed incisivo; una volta uscita è iniziata la discussione e Zanetti ha preso la parola dicendo che secondo lui doveva essere la commissione statuto ad occuparsi della modifica del regolamento, con le motivazioni già illustrate da Annamaria.

Ho cercato di far capire che stavamo parlando di due cose diverse: che la delibera chiede l’attuazione di un quesito referendario, rimasto lettera morta nonostante siano trascorsi 4 anni e mezzo; che nel rispetto dei cittadini che hanno votato, era dovuta una risposta in tempi brevi e che altra cosa è il lavoro della commissione statuto (tempi previsti per concludere il lavoro 12 – 18 mesi !)

La discussione si è protratta per circa mezzora con vari interventi di Zanetti, risposte mie e opinioni espresse anche da altri commissari.

Alla fine, la posizione di Filippo ha avuto la meglio e  la maggioranza compatta, essendo difficilmente giustificabile un voto negativo, ha deciso di riservarsi di esprimere il parere in aula. Come richiesto da Fulvio vi trasmetto i nominativi di tutti i componenti della I° commissione:

Presidente Nisticò Francesca

Commissari:

Capitanio Eugenio

Sala Isabella

Colombara Raffaele

Vigneri Rosario

Sgreva Silvano

Zanetti Filippo

Sorrentino Valerio

Sartori Amalia

Dal Lago Manuela

Pigato Domenico

Bottene Cinzia

Guarda Daniele

Ieri erano presenti: Nisticò, Capitanio, Colombara, Vigneri, Zanetti, Pigato, Sgreva, Bottene.

L’esito della votazione è il seguente. Nistico, Capitanio, Colombara, Vigneri, Zanetti, Pigato, Sgreva si sono riservati di esprimere il parere in aula.

Bottene voto favorevole

Con queste premesse la strada che ci aspetta è sempre più in salita !

Ciao a tutti, Cinzia

L’ITER DELLA DELIBERA PASSA AL COMUNE – 5 ottobre 2010 - Convocazione I Commissione Affari Istituzionali

In questa sede siamo stato ascoltati dalla I Commissione che deve prepare "l’approccio" della nostra delibera al Consiglio Comunale, ecco il testo del nostro discorso tenuto da Annamaria:

"L’ultima volta che questa commissione ha incontrato i rappresentanti del comitato referendario è stato il 23 febbraio scorso.

Oggi io sono qui in veste di presentatrice della delibera d’iniziativa popolare, presentata lo scorso 21 aprile, ma l’argomento è invariato: la realizzazione del quesito referendario tenutosi in Vicenza il 10 settembre 2006.

Cosa è cambiato in questi mesi e cosa dovrebbe cambiare affinché anche questa non sia una riunione pro-forma?

Il comitato referendario, vista l’immobilità da parte dell’amministrazione su questo argomento, che giaceva al primo posto dell’odg da ben due anni, ha ritenuto di dover utilizzare un altro strumento di partecipazione dei cittadini prevista dallo statuto per chiedere attenzione sull’argomento. Con il sostegno di altri comitati cittadini sensibili alla partecipazione, è stato dunque avviato l’iter per la proposta di delibera d’iniziativa popolare, anche a seguito di una mancata conclusione dei lavori della presente commissione che ha ritenuto di delegare alla Conferenza dei Capigruppo una qualunque decisione in merito.

Improvvisamente però la situazione si sblocca e il 6 giugno scorso i capigruppo in consiglio comunale e il sindaco pongono alla trattazione il referendum. Questa improvvisa solerzia però ha avuto come esito un ennesimo procrastinare la decisione sull’introduzione dei referendum appaltandola ai lavori di una commissione  che dovrà occuparsi delle modifiche dello statuto e che, per diretta ammissione dello stesso presidente Poletto, prevedrà tempi molto lunghi, concludendo il proprio compito, nella migliore delle ipotesi, quando l’attuale amministrazione cesserà il proprio mandato.

Questo è quanto è successo (o meglio non è successo) a Vicenza. Nel frattempo, a poca distanza da qui, in provincia di Bolzano e di Trento, altri comuni prendevano la decisione (senza avventurarsi nelle secche di una riforma statutaria, spesso promessa dalle varie amministrazioni succedutesi, ma di fatto mai realizzata da 20 anni a questa parte) di abolire il quorum dei referendum. L’ultima volta vi avevo citato gli esempi di Villa Lagarina (TN) e di Ortisei, a questi vanno ad aggiungersi Fiè, Lana, La Val, S. Candido, Urtijëi, Varna, Verano, Dobbiaco e Terento. Gli amministratori di questi comuni costituiscono un lodevole esempio al quale fare riferimento, perché, bisogna ricordarlo, abolire il quorum si può in tutta Italia, non solo nelle regioni a statuto autonomo. Una sentenza della corte costituzionale ha ribadito che la scelta di mettere o abolire il quorum a livello locale compete solamente agli amministratori locali. Abolire o abbassare il quorum è un atto di nuova fiducia della rappresentanza politica nella capacità delle cittadine e dei cittadini di decidere loro stessi quando e in che modo la loro partecipazione al voto è importante.

Tornando a noi, la sensazione è che ci sia una mancanza di volontà di affrontare fino in fondo un argomento nei confronti del quale è stata ammessa una mancanza di conoscenza da parte degli amministratori, la necessità di ‘educare’ la popolazione e di tutelare lo svolgimento senza intoppi del lavoro dell’amministrazione paventandone addirittura il blocco. Questa è una sintesi delle motivazioni addotte da alcuni componenti di questa commissione, come si evince dai verbali.

È evidente che invece di guardare agli strumenti di partecipazione come a un’occasione per rinnovare il patto tra la cittadinanza e gli eletti, li si considera come un pericolo per la macchina amministrativa. Ricordo a tal proposito che già lo Statuto tutela l’amministrazione escludendo dalle materie soggette a referendum una buona fetta delle proprie competenze (bilancio, documento programmatico e molte altre materie elencate nell’art. 9). Ricordo inoltre che non è necessario aspettare il rinnovamento dello Statuto per procedere all’attuazione  del quesito referendario, tenutosi 4 anni or sono. La delibera infatti non ha come oggetto una modifica dello Statuto, bensì un comportamento del consiglio comunale. Rimettere anche la delibera nelle mani della commissione statuto significherebbe esprimere la volontà di voler dilazionare ulteriormente una decisione che potrebbe benissimo essere presa nei tempi previsti (90 giorni più i 30 giorni per la commissione competente).

I 12.000 vicentini che in quell’occasione votarono sì all’introduzione dei referendum propositivo, abrogativo e propositivo-abrogativo, a distanza di 4 anni, sono ancora in attesa di un risultato.

Chiediamo perciò che la commissione acceleri le tempistiche dei lavori su questo argomento per far sì che la delibera passi il prima possibile in sede di consiglio comunale per l’eventuale approvazione. Chiediamo di essere resi partecipi attivamente dei lavori di questa commissione e ci mettiamo a disposizione per un’eventuale collaborazione.

Per quello che è nelle nostre possibilità, continueremo a fare informazione sull’argomento, aggiornando la cittadinanza sugli eventuali sviluppi a livello locale, portandoli a conoscenza mediante assemblee partecipate degli esempi illustri prodotti sul territorio nazionale e del buon funzionamento di democrazie partecipative nel mondo, prevedendo l’utilizzo nel prossimo futuro di altri strumenti contemplati dallo statuto, come ad esempio l’istruttoria pubblica.

A breve, verrà organizzata un’assemblea cittadina durante la quale si farà un bilancio degli strumenti di partecipazione presenti e attivi o ancora da attivare sul territorio comunale chiedendo un confronto aperto con gli amministratori sul tema della partecipazione. Siete tutti invitati.