24 Gennaio 2011

FACCIAMO DUE ITALIE

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Si lasci liberi gli italiani di scegliere due modelli di Stato.

UNO lo lasciamo così com’è nel principio del “Io ho quindi sono”, dove chi vuole si senta libero di dire e fare di tutto e il contrario di tutto, dove l’etica e la morale sono solo delle parole scritte nei dizionari, dove il “pilu” è l’economia trainante e la giustizia è un’optional, dove la chiesa conforta i benpensanti e l’informazione è di uno solo, dove la partecipazione è del tipo “sei libero di partecipare per dire sì alle mie decisioni, altrimenti fuori dalle balle”, dove i padri, i fratelli e i mariti fanno i magnaccia con le loro donne, dove evadere le tasse è uno Status ed essere indagato o condannato fa fare carriera politica.

L’ALTRO invece, per chi vuole un’informazione libera dai partiti, una giustizia uguale per tutti e una partecipazione diretta dei cittadini a controllare sulle istituzioni senza i quorum e dove la democrazia non sia un’opportunità dipendente dagli amministratori del momento. Dove chi è indagato è obbligato a dimettersi e chi è condannato è fuori dalle istituzioni, dove l’impegno politico non sia una professione ma un servizio al massimo di due mandati, dove l’economia sia il riflesso dell’istruzione e della ricerca, dove la chiesa non abbia interesse ad arrampicarsi sugli specchi per difendere l’indifendibile, dove si paga le tasse una volta sola e i servizi pubblici ne siano direttamente proporzionati. Dove chi evade le tasse si fa 25 anni di galera con la confisca dei beni, dove i costi delle istituzioni siano decisi direttamente dai cittadini, dove i padri, i fratelli e i mariti aspettano fuori di casa il B. di turno per fargli capire che le loro donne non si toccano.

Facciamo DUE ITALIE e vedremo come si spartiranno gli italiani e poi in quali delle due si avrà più prosperità.