21 Marzo 2011

Otto organizzazioni lanciano la “Settimana nazionale della democrazia diretta - giugno 2011

Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta www.comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com

i Democratici Diretti www.democraticidiretti.it

l’ Iniziativa per più democrazia (Bolzano) www.dirdemdi.org

i Movimenti Civici Sicilia www.movimenticivici.org

Più democrazia e partecipazione a Vicenza (Vicenza) www.piudemocrazia.it/

Più democrazia Rovereto (Rovereto) www.cittadinirovereto.it

la Rete Civica Italiana www.retecivicaitaliana.it

la Rete dei cittadini http://retedeicittadini.it/

hanno deciso di dar vita alla “Settimana della democrazia diretta 2011” una campagna per migliorare la democrazia italiana e ricreare nei cittadini la coscienza del loro importante ruolo rispetto alle istituzioni. La Settimana avrà luogo dall’ultima settimana di maggio al 2 giugno festa della Repubblica che, come è noto, è stata istituita grazie al referendum del 1946.

Lo scopo di questa iniziativa nazionale è quello di diffondere la conoscenza sugli strumenti di Democrazia Diretta che esistono e funzionano da molti decenni nel mondo e di ottenere concreti strumenti di partecipazione diretta dei cittadini alla politica comunale e regionale affinché possano aver voce in capitolo nella gestione delle loro comunità.

In questo senso le otto organizzazioni  lanciano un appello ad aderire a questa iniziativa a tutti i gruppi locali, associazioni e Liste civiche che sono impegnati per migliorare concretamente la nostra società. Per aderire basta andare sul sito della Rete civica italiana (www.retecivicaitaliana.it) e cliccare sull’apposito flag (http://retecivicaitaliana.it/le-iniziative/democrazia-diretta/)

Concordano nell’affermare che la democrazia italiana, basata unicamente sulla democrazia rappresentativa, non può funzionare bene; essa va integrata con la democrazia diretta, ovvero con quegli strumenti che permettono ai cittadini di interagire con l’operato degli elettie di esercitare concretamente la sovranità di cui si parla nel primo articolo della costituzione.

In maggio o giugno del 2011 si tornerà a parlare di referendum abrogativo, uno dei pochi e strumenti di democrazia diretta di cui dispongono gli italiani. Si dovrà votare per l’abrogazione della legge 99 del 2009 che riammette il nucleare in Italia e si dovrà votare sul tema dell’acqua pubblica. Il referendum abrogativo nel tempo ha perso efficacia a causa del cattivo uso e della cattiva informazione da parte di tutti i partiti tradizionali che generalmente evitano, con i più vari pretesti, di dare più potere ai cittadini. E’ tempo di cambiare!

8 Marzo 2011

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE … E IL PENSIERO DEL MINISTRO COTA

di Fabio Zancan

In questi giorni stiamo ascoltando lo scricchiolio della nostra democrazia. Da una parte abbiamo i nostri rappresentanti che a fatica sostengono il Governo e dall’altra movimenti di cittadini che riempiono le piazze per la mancanza di disciplina ed onore di alcune istituzioni e per il mancato perseguimento del bene comune da parte dell’attuale maggioranza in parlamento.

Le elezioni non sono più in grado di garantire una sana evoluzione economica e culturale del paese ed in questo scenario i cittadini usano strumenti di democrazia diretta come i referendum per fermare le leggi considerate ingiuste. Con la raccolta di firme del Partito Democratico di fatto Bersani ha invocato uno strumento di democrazia diretta: la revoca del mandato. Questo strumento serve per "licenziare" un eletto, a fronte di una raccolta firme i cittadini sono chiamati ad esprimersi come in un referendum e la maggioranza dei votanti decide il futuro del proprio rappresentante. Questo strumento esiste in diversi paesi del mondo a vari livelli di governo, ma non ancora in Italia.

In Italia fra tre mesi voteremo un referendum con quattro schede: due contro la privatizzazione della gestione dell’acqua, una contro l’energia nucleare ed un’altra per rimuovere il legittimo impedimento. Il referendum potrebbe svolgersi in contemporanea alle prossime elezioni in maggio che interessano molti comuni, invece il Governo mira al 12 giugno perché, secondo il Governatore Roberto Cota, si deve “garantire la possibilità all’elettore di non andare a votare”. Cioè? Meglio spendere 350 milioni di euro in più per avere la possibilità di non raggiungere il quorum e quindi invalidare il referendum.

Il quorum nei referendum abrogativi fu introdotto nella Costituzione a garanzia della partecipazione ma da più di dieci anni si è trasformato in uno strumento per incentivare l’astensionismo ed il disinteresse delle persone alla cosa pubblica. C’è un disegno di legge per abolire il quorum raddoppiando però le firme che da 500mila passerebbero ad 1milione, aggravando la già impegnativa raccolta, ma almeno così si assicurerebbe un risultato, un Sì o un No, e tutti sarebbero motivati a votare. Infatti nei paesi dove non c’è quorum la partecipazione ai referendum è molto più alta rispetto alle nostre affluenze.

Anche il Consiglio Comunale di Vicenza introdurrà i referendum con l’adozione del nuovo Statuto ancora allo studio, ma i più informati dicono che verranno introdotti sia con un alto numero di firme (oltre 3mila) sia con un significativo quorum (dal 30 al 50%) che, dati pregressi alla mano, inevitabilmente innescherà meccanismi astensionistici perché con il quorum chi vorrebbe votare No preferisce astenersi per invalidare il referendum. Anche da noi quindi si preferisce il rischio di sprecare circa 100mila euro, i soldi stimati per votare un referendum che potrà essere invalidato dal quorum, anziché investirli in uno strumento efficace che promuova la partecipazione di tutti. Probabilmente anche nella nostra città c’è chi vuole garantire l’astensionismo.

 INTERVISTA ALMINISTRO COTA SUI REFERNDUM E IL QUORUM

1 Marzo 2011

INCONTRO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA A VICENZA (18/02/11). RISULTATI, DOCUMENTI, PRESENTAZIONE.

Qui la sintesi dell’incontro di venerd’ 18 febbraio

http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/02/23/incontro-sulla-democrazia-diretta-a-vicenza-18-02-11-risultati-documenti-e-presentazione/

A cura di Paolo Michelotto