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3 Dicembre 2008

I NUOVI CONSIGLIERI RITARDANO

L’ultima settimana di novembre del 2008 sono state recapitate a tutti i 40 consiglieri comunali di Vicenza delle buste contenenti le nostre proposte di modifica dello statuto comunale e del regolamento degli istituti di partecipazione. Con questa consegna ci si augura di stimolare l’impegno del consiglio comunale di dare seguito all’iter del referendum del 10 settembre 2006 e portare quindi all’ordine dl giorno il rispettivo dibattito, così come previsto dallo statuto stesso.
La passata amministrazione ha fatto di tutto per evitare quest’obbligo, evidentemente percependola come un fastidio da cui dover ripararsi piuttosto che un dovere istituzionale nel rispetto dei citatdini. Con la nuova amministrazione, che ha vinto anche per le promesse fatte a questo proposito, si è sperato e si spera ancora che il C.C. si esprima sul referendum, sono stati contattati personalmente anche i capigruppo della maggioranza (quelli della minoranza sono stati contattati quando erano maggioranza nella passata amministrazione e chi di loro ha risposto ha sempre risposto picche) per cui adesso non hanno motivazioni di sorta per ritardare l’obbligo derivante dal rispetto dello statuto e dei citattdini.

I contenuti della nostra proposta sono la sintesi di una ricerca compiuta consultando statuti e regolamenti di enti molto più avanzati del nostro sul tema della partecipazione (reg. Sicilia, Sardegna, Toscana, com. di Ferrrara, Torino, Malo, Venezia, etc.), inoltre parte importante è l’esperienza acquisita dal nostro impegno referendario che ci ha portato ad applicare delle norme, quelle attuali, che contrastano e rendono di difficile applicazione l’istituto referendario medesimo. Infine non si può non tener conto che nel referendum costituzionale nazionale le firme da raccogliere sono intorno all’1%, degli aventi diritto al voto e non è previsto il quorum. Non si vedono motivi quindi affinché un qualsiasi altro ente debba inasprire tali adempimenti.

Principali modifiche affrontate: – Il 2% della popolazione iscritta alle liste elettorali può chiedere l’indizione dei referendum; – Il comitato si può costituire anche davanti al segretario comunale; – Introduzione dei referendum abrogativo, propositivo e abrogativo-propositivo; – I referendum si svolgono obbligatoriamente nel mese di ottobre anche in concomitanza di altre consultazioni popolari; – Quorum 10%; – Sull’ammissibilità del quesito decide il difensore civico sentito il collegio dei garanti; – Effetti del ref. Consultivo: discussione e delibera alla 1° seduta del CC dopo la proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Abrogativo: ablazione il giorno successivo alla proclamazione del risultato; – Effetti del ref. Propositivo: il CC ha 60 gg. di tempo per prendere provvedimenti conformi alla volontà popolare; – In caso di inadempienza del CC nomina di un commissario ad acta; – I seggi elettorali devono essere collocati prioritariamente in fabbricati in uso al comune e solo in casi di insufficienza numerica in edifici scolastici; – Anche l’amministrazione comunale può avere l’iniziativa di indire consultazioni popolari con il voto.

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