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2 Luglio 2005

A Bolzano approvata la legge sul Referendum e sull’Iniziativa

Il primo luglio 2005 è stato approvata una legge provinciale (a Bolzano la Provincia ha più potere di Regione e Comune), che introduce l’Iniziativa e il Referendum Abrogativo. Tutto bene? No, perchè nell’obbligatorio passaggio in Consiglio Provinciale sono stati introdotti elementi peggiorativi e che la rendono difficile da applicare. Ma sentiamo cosa dice Stephan Lausch, il coordinatore di Iniziativa Più Democrazia di Bolzano, che si occupa da 10 anni di questo tema…

Approvata la legge provinciale sulla democrazia diretta
Nuova legge sulla democrazia diretta è espressione di sfiducia del Consiglio nella popolazione

Il primo luglio 2005 è una data storica per l’Alto Adige. Tutti noi siamo diventati potenziali legislatori. La legge sulla democrazia diretta, approvata oggi con grande maggioranza dal Consiglio provinciale, prevede come strumento più importante il referendum propositivo. In base a questa norma i cittadini possono sottoporre una proposta di legge provinciale di iniziativa popolare, sostenuta almeno da 13.000 firme raccolti entro 4 mesi, alla votazione referendaria. Perciò, per la prima volta alla cittadinanza è data facoltà di decidere di una legge di iniziativa popolare senza il consenso dei politici.
Ma questa grande conquista per le possibilità di partecipazione politica è subito sminuita dagli enormi ostacoli che il Consiglio provinciale ha voluto erigere con le condizioni che regolano lo strumento e che lo renderanno quasi inapplicabile. Almeno 13.000 firme da raccogliere entro 4 mesi ed il superamento del quorum del 40% nonché la limitazione delle materie ammesse a referendum provinciale – sono infatti escluse le delibere della Giunta provinciale – renderanno ogni iniziativa referendaria assai difficile.
Perciò una delle prime iniziative lanciate in base a questa nuova legge dovrà probabilmente puntare sulla riforma di questa stessa legge. Ciò significa che si dovrà sottoporre una nuova proposta di legge di iniziativa popolare per la democrazia diretta al Consiglio provinciale, che – in base alle legge oggi approvata- dovrà portarla alla votazione referendaria.
Non si capisce, infine, il comportamento della maggioranza dell’opposizione in Consiglio provinciale che prima, nel dibattito sui dettagli della legge, aveva severamente criticato la legge dettata dalla SVP, ma alla fine ha consentito la sua approvazione con una maggioranza di due terzi. Con ciò si preclude all’elettorato altoatesino di impugnare questa nuova legge nell’ambito del cosiddetto “referendum statutario”, già previsto dallo statuto di autonomia.

I punti inaccettabili della proposta di legge
Durnwalder / Baumgartner
(che è la legge approvata il 01-07-05)

Ø Uno strumentario incompleto (manca il referendum confermativo e quello consultivo su richiesta die cittadini

Ø Eccessivo numero di firme necessarie per l’avvio di referendum ed iniziativa

Ø Presenza di un quorum di partecipazione

Ø Mancanza di una possibilità di partecipazione costruttiva del Consiglio provinciale ad iniziative popolari mediante una proposta di legge alternativa e con ciò mancanza della possibilità di ricerca del compromesso

Ø Esclusione dalle materie soggette a referendum delle diete dei politici

Ø Esclusione da referendum delle delibere della Giunta provinciale di interesse provinciale e delle relative norme di attuazione

Ø Periodi di raccolta delle firme troppo brevi

Ø Numero di promotori necessari troppo alto

Ø Limitazione temporale non necessaria per la proposta di una domanda di referendum

Ø Limitazione della facoltà di autenticazione a funzionari e mandatari politici

Ø Mancanza completa di clausole di garanzia che consentono l’applicazione trasparente, equa e efficace e giusta degli strumenti:

· diritto alla consulenza legale,

· opuscolo informativo,

· par condicio nell’accesso ai media,

· regola di par condicio su finanziamenti delle istituzione a scopo di propaganda,

· regola di trasparenza (obbligo di rendere noto il finanziamento che rende possibili iniziative legislative popolari

Tutti questi elementi fanno sì che il disegno di legge Durnwalder/Baumgartner si presenta come una legge truffa che inganna sulla possibilità futura di una partecipazione politica diretta. Conseguenza inevitabile sarà una delusione su queste possibilità e un ulteriore sfiduciarsi della democrazia. Populismo e autoritarismo ne sarebbero la conseguenza.

Stephan Lausch
(Coordinatore della Iniziativa)

Se vuoi vedere invece come era stata scritta la legge dal comitato dei cittadini, puoi trovare il testo integrale QUI:

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