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14 Luglio 2005

Il nostro futuro percorso

Nell’ultimo incontro di mercoledì 13 luglio 2005, il Comitato Più Democrazia ha discusso sul percorso da attuare per ottenere che il referendum propositivo e abrogativo venga inserito nello statuto comunale.

Eravamo Andrea, Eugenio, Annamaria, Sandra, Fabio, Stefano, Paolo.
C’era da discutere su parecchie cose. Abbiamo cominciato dal percorso:
Le ipotesi da vagliare erano tre:
1. creare domanda referendaria e testo accompagnatorio e depositarlo al segretario comunale.
2. creare domanda referendaria, dopo aver creato una delibera di iniziativa popolare e farvi riferimento nella domanda.
3. sentire e coinvolgere tutti i gruppi, associazioni, partiti, sindacati e sentire cosa pensano sulla possibilità di fare un referendum e chiedere il loro sostegno, prima di depositare la domanda.

Dopo ampia discussione ha prevalso una via che prende spunti da tutte queste.

Abbiamo deciso di:
1. creare la domanda referendaria in breve tempo
2. creare il testo accompagnatorio in breve tempo
3. depositare i due testi sopra al segretario comunale in tempi rapidi
4. da questo momento alla raccolta delle firme che inizia minimo 3 mesi dopo il deposito, ma che può iniziare a discrezione del Comitato anche fino a 7 mesi dopo il deposito della domanda elaborare un calendario di iniziative
a – contattare tutte le associazioni, scuole, università, parrocchie, circoscrizioni, partiti, mercati, quartieri, comitati, assoc. categoria etc, per fissare degli incontri a partire dal 1° giorno utile per la raccolta delle firme. Realizzare questi incontri con un calendario fitto, anche in contemporanea e con la presenza anche singola di membri del comitato.
b – organizzare serate pubbliche con personaggi di rilievo (Travaglio, Giulietto Chiesa, Benigni, Beppe Grillo etc) con l’intento di raccogliere firme e fondi.
c – scrivere lettere ai giornali di Vicenza
d – contattare i giornali di Vicenza per far scrivere articoli su quello che stiamo portando avanti
e – preparare manifesti e iniziative
f – fare una scritta umana sulla Piazza dei Signori con la scritta Più Democrazia e fotografarci dalla Torre Bissara (alta 80 m). Abbiamo calcolato che occorrono almeno 50 persone per scrivere più democrazia distendendoci.
g – contattare testimonial per la nostra causa, tipo Bepi de Marzi, Albino Bizzotto e scrittori e intellettuali e personaggi di rilievo vicentini (Gian Antonio Stella?).

La domanda referendaria che abbiamo elaborato è questa:

“Siete favorevoli alla introduzione nello statuto comunale dei referendum abrogativo, propositivo, e abrogativo-propositivo insieme, indetti con le firme del 2% della popolazione avente diritto al voto, senza quorum e con esiti vincolanti per gli amministratori?”

SI NO

Qualcuno vorrebbe anche lasciare il preambolo che avevamo scritto le volte precedenti, alla domanda per chiarire meglio i contenuti del referendum.

In questo caso la domanda diverrebbe:

Il referendum propositivo è una consultazione elettorale su una proposta promossa da un gruppo di cittadini.
Il referendum abrogativo è una consultazione elettorale promossa da un gruppo di cittadini per abrogare una delibera della giunta o del consiglio comunale.
Il referendum abrogativo-propositivo è una combinazione dei due precedenti effettuati nello stesso momento dallo stesso comitato.
In entrambi i tre casi il risultato è vincolante per gli amministratori.
Questi tipi di referendum sono già presenti ad esempio negli statuti dei comuni di Venezia, Belluno, Perugia, Malo (VI), Gallio (VI).
Siete favorevoli alla introduzione nello statuto comunale dei referendum abrogativo, propositivo, e abrogativo-propositivo insieme, indetti con le firme del 2% della popolazione avente diritto al voto, senza quorum e con esiti vincolanti per gli amministratori?

SI NO

Perchè abbiamo deciso di non ritardare la consegna del quesito referendario al segretario comunale:
1. perchè contattare tutti i gruppi con un quesito non ancora fissato, lo rende modificabile all’infinito. E l’unico modo per rendere fisso il quesito è quello di depositarlo.
2. perchè il tempo per contattare tutti i gruppi dopo il deposito ce l’abbiamo in abbondanza. Da un minimo di 3 mesi a un massimo di 7 mesi per l’inizio del periodo della raccolta firme. Decide questo tempo il comitato, per Regolamento.
3. perchè una volta che fai una riunione con un gruppo sarebbe bene chiedere loro subito le firme. Altrimenti bisogna ripetere l’incontro dopo tre mesi per chiedergliele. E poi rifare l’incontro dopo 4 – 6 mesi per la campagna referendaria vera e propria. Chi ha tutto questo tempo ed energie?
4. perchè se tutti i gruppi fossero contro il referendum, cosa facciamo? Rinunciamo?
5. perchè dobbiamo concretizzare questo percorso che qualcuno ha iniziato più di un anno fa e qualcuno da pochi giorni.

Sarebbe interessante che i membri del comitato, sia quelli presenti alla riunione che quelli assenti, scrivessero un commento a quanto abbiamo pensato. L’intenzione è quella che mercoledì prossimo sia il giorno ultimo della definizione sia del quesito che del testo accompagnatorio.

L’introduzione delle parole “... indetti con le firme del 2% della popolazione avente diritto al voto, senza quorum…” nel quesito referendario sono dovute al fatto che riteniamo che una buona legge sul referendum dovrebbe avere un numero basso di firme da raccogliere (in Svizzera chiedono dal 0,9 % al 5% di firme con una media appunto del 2% a livello comunale) e che se c’è un quorum inevitabilmente si depotenzia e rende inutilizzabile questo strumento. Quorum più alti del 25% hanno causato l’inutilizzo dei referendum in tutto il mondo dove vengono usati. E noi siamo perchè la gente che partecipa abbia la possibilità di decidere.

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