Altro passo in avanti verso il Referendum Più Democrazia | Home | Prima riunione con il Comitato degli Esperti

27 Luglio 2005

Ulteriore passo compiuto verso il Referendum

consegna quesito al segretario comunale
Martedì 26-07-05 è stato depositato il quesito del Referendum Più Democrazia, presso il Segretario Comunale. Se tutto procederà con i tempi previsti, per la primavera del 2006 a Vicenza si voterà per estendere gli strumenti di democrazia diretta.
Ecco le foto, i video e i testi degli articoli apparsi.

Foto fatte durante il deposito del quesito referendario e durante la conferenza stampa del 26-07-05

Articolo apparso su Il Giornale di Vicenza il 27-07-05

Articolo apparso su Il Gazzettino Vicenza-Bassano il 27-07-05

Servizio VIDEO del TG Canale 68 del 26-07-05

Servizio VIDEO del TG TVA Vicenza del 26-07-05

Ricordo che il quesito referendario consegnato si trova qui:

Ecco i testi apparsi nei due quotidiani:

Il Giornale di Vicenza

Mercoledì 27 Luglio 2005
Il comitato “Più democrazia” punta a introdurre due nuove forme di consultazione
Vogliono il referendum abrogativo Depositato ieri il quesito in Comune
Ora serve l’esame degli esperti, poi dovranno essere raccolte 4 mila firme di cittadini
di Natascha Baratto
Sembra essere più vicino il referendum consultivo promosso per ottenere altri due tipi di referendum che oggi non sono ammessi dalle norme, quello abrogativo e quello propositivo.
Dopo la costituzione del comitato referendario, avvenuta un mese fa circa, “Più democrazia” ieri mattina ha consegnato al segretario comunale il quesito del referendum consultivo e il testo accompagnatorio.
Il procedimento previsto dal regolamento comunale sugli istituti di partecipazione è ancora lungo e complesso ma il primo passo è fatto.
Il sindaco ora dovrà passare la richiesta al comitato degli esperti, che è composto da cinque avvocati: Silvano Ciscato, Giorgio Lavagna, Alberto Righi, Maria Luisa Bartolini ed Antonio Ferretto.
Dopo l’approvazione, il comitato referendario avrà tre mesi di tempo per raccogliere 4 mila firme, che verranno autenticate da un addetto comunale entro un mese; il sindaco avrà poi trenta giorni di tempo per indire il referendum. «L’unico modo per arrivare agli strumenti forti di democrazia – ha spiegato Paolo Michelotto – è passare attraverso il referendum consultivo, previsto dallo statuto comunale. In teoria, ad inizio primavera tutti i cittadini potranno andare alle urne per richiedere il referendum propositivo e abrogativo. Il quesito propone inoltre che i referendum non abbiano quorum e che vengano indetti con la raccolta firme del 2% della popolazione avente diritto al voto».
«Il referendum consultivo – ha continuato Valentina Dovigo, consigliere comunale oltre che componente del comitato referendario – è uno strumento debole, perché non obbliga la giunta comunale a concretizzare le richieste della cittadinanza. Statisticamente però abbiamo notato che tutti i referendum consultivi alla fine ottengono risultato positivo: è difficile infatti che i politici si mettano contro ai loro elettori. Il referendum dà poi modo ai cittadini di partecipare alle decisioni politiche e con l’abrogativo e il propositivo si avranno in mano strumenti forti, che potranno aiutare la cittadinanza ad essere più civile e più partecipativa. Questi referendum sono già presenti negli statuti dei comuni di Venezia, Belluno, Perugia, Malo e Gallio».
Il referendum consultivo venne invece usato inoltre qualche anno fa a Carrara, dove una parte della cittadinanza proponeva la costruzione della “Strada dei Marmi”: dopo il referendum la nuova via venne costruita.
«Il futuro della democrazia locale – ha concluso Fulvio Rebesani – deve essere un mix tra le decisioni politiche e gli interventi dei cittadini. Solo così la popolazione potrà partecipare alla vita della propria città, in modo attivo e consapevole».

Il Gazzettino
Mercoledì, 27 Luglio 2005
Ok al referendum per avere i referendum
Il percorso referendario è iniziato. L’iter che entro la primavera del 2006 potrebbe chiamare alle urne i vicentini per chiedere loro se intendono o no allargare la propria partecipazione democratica introducendo la possibilità di esprimersi sulle decisioni dell’amministrazione, ha preso il via. E lo ha fatto con l’arrivo nelle mani del segretario comunale del quesito referendario.
Ma andiamo con ordine: da anni il Gruppo Bilancio Partecipativo Più Democrazia conduce una campagna di sensibilizzazione perchè ai cittadini siano concessi nuovi strumenti di democrazia diretta. A partire dal referendum propositivo e da quello abrogativo, previsti a livello locale da una legge nazionale e già realtà in numerose Province italiane (come Bolzano, Venezia e Belluno) e in alcuni Comuni della provincia di Vicenza (Thiene, Gallio e Malo). Questo tipo di consultazioni permette agli elettori di approvare una proposta avanzata da un gruppo di cittadini (referendum propositivo) o di abrogare una delibera della giunta o del consiglio comunale giudicata sconveniente, ingiusta o sbagliata (referendum abrogativo). E fa sì che il risultato sia vincolante per gli amministratori.A Vicenza le speranze di veder affidata ai cittadini la possibilità di decidere su temi di comune interesse, potrebbero avverarsi attraverso il referendum consultivo, l’unico strumento di consultazione popolare che il Comune di Vicenza prevede nel suo statuto. Come dire, se cambiare il regolamento comunale per inserire i referendum propositivo e abrogativo è un’impresa titanica, meglio percorrere le strade consentite.Per farlo, il mese scorso un comitato di cittadini ha iniziato la sua corsa per ottenere dall’amministrazione la possibilità di indire un referendum consultivo. Lo scopo: chiedere ai cittadini se vogliono o meno introdurre il referendum propositivo, abrogativo e la combinazione dei due. «Il referendum consultivo non è vincolante», avverte Paolo Michelotto del comitato, «e gli amministratori possono anche ignorarne i risultati. Tuttavia, sappiamo che è nell’interesse degli amministratori tenere conto del parere della maggioranza dei cittadini, anche in vista delle prossime elezioni, così è accaduto in tutte le altre province in cui è stato applicato».
Ora il segretario comunale porterà la relazione al sindaco che la trasmetterà ad un comitato di esperti (5 avvocati) che ne verificheranno l’ammissibilità. «Con i referendum si chiede di sottoporre all’attenzione dei cittadini temi alla portata di tutti», spiega Fulvio Rebesani, componente del comitato promotore. «Argomenti come il bilancio, le tasse, il piano regolatore saranno naturalmente intoccabili». Solo dopo il via libera del comitato di esperti, si inizierà la raccolta delle firme: 4mila in tutta la città, in un tempo massimo di soli 3 mesi. «Sarà il passaggio più arduo, ma contiamo sulla presa di coscienza della gente». Le firme poi saranno autentificate da un dipendente comunale e il sindaco fisserà la data della consultazione.
«Il solo fatto che si possa esprimere un’opinione», riflette Valentina Dovigo, consigliere comunale Ds che si è unita al comitato, «fa bene anche ai politici perchè riattiva la relazione con la gente».
Laura Pilastro

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Ciao,
Paolo Michelotto
Coordinatore Comitato Più Democrazia

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