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13 Febbraio 2012

PRIMI PASSI DI DEMOCRAZIA A VICENZA?

PRIMI PASSI

 

Come un neonato dopo i primi mesi si alza e muove i suoi primi passi incerti verso la vita così a Vicenza i cittadini sono chiamati a vivere le loro prime esperienze sulla partecipazione reale alla vita della città. Viene spontaneo esclamare: FINALMENTE!
Il sindaco Achille Variati nel tour di 16 incontri che sta facendo nei quartieri, spiega ai partecipanti che ci sono circa 18’000’000 di euro disponibili da spendere in opere pubbliche per la città entro l’anno e quindi chiede loro di elencare i lavori da fare, in modo poi di programmare una ‘lista della spesa’ che sia il più possibile attuabile secondo quanto illustrato.
L’Assessore all’Urbanistica Francesca Lazzari, a San Pio X chiede ai cittadini di indicare le linee guida su un possibile piano residenziale di privati che interesserà la grande area disponibile a nord del quartiere. Per fare questo è iniziato giovedì 2 febbraio un percorso che si svolgerà in più incontri e che coinvolgerà i residenti, le associazioni, la parrocchia, i proprietari e i progettisti. Gli incontri si svolgeranno sotto la guida facilitatrice di esperti “esterni” alla vicentinità con l’obiettivo di raccogliere i bisogni, le esigenze, le criticità, i punti di forza, le aspettative di tutte le parti in causa, valutarle di volta in volta e giungere poi alla sintesi per le decisioni.
Si tratta indubbiamente di esperienze nuove per i vicentini che non sono mai stati coinvolti nelle scelte sul loro territorio; questa mancanza ha infatti portato nel corso degli anni a far maturare una grave frattura tra le istituzioni e i cittadini, che si riscontra a tutti i livelli di governo, dal parlamento ai comuni mentre dal basso la richiesta di partecipazione diretta diventa sempre più sentita. È la sete di partecipazione che rende così affollati questi incontri programmati dal sindaco ed è la stessa sete che si rivela nel forte interesse che ha suscitato l’incontro a San Pio X.
Detto questo, non si può non rilevare come questi primi passi di partecipazione manchino di quella forza che trasforma la partecipazione da passiva in attiva: un metodo decisionale, esattamente la distinzione di valore che c’è fra un referendum consultivo e un referendum propositivo o abrogativo. Per far sì che la partecipazione della cittadinanza possa effettivamente chiamarsi tale è necessario il passaggio del voto come scelta adottata da un’assemblea e l’impegno della sua attuazione da parte dell’amministrazione.
Questo forse potrà avvenire in modo istituzionalizzato a partire dall’approvazione del nuovo Statuto comunale, la carta cittadina dei diritti e doveri e delle leggi che regolano il funzionamento dell’amministrazione e il rapporto fra l’amministrazione e la cittadinanza (Istituti di partecipazione), se e solo se verranno introdotti nuovi e più forti strumenti di partecipazione e democrazia diretta: il bilancio partecipativo, l’urbanistica partecipativa e soprattutto i referendum propositivo e abrogativo senza quorum con un numero molto limitato di firme (non superiore a 4000) e con meno limiti degli attuali referendum consultivi. In caso contrario, ci sarebbe solo un’illusione di partecipazione perché si tratterebbe di strumenti spuntati e non efficaci, un vuoto trofeo da mettere in bella vista per l’amministrazione.
Nel frattempo, è giusto informare la cittadinanza che una commissione rappresentativa di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale sta lavorando da parecchi mesi su questa nuova bozza dello Statuto e che sarebbe opportuno e doveroso, prima della  conclusione di questo percorso, renderne pubblici i risultati organizzando una serie di assemblee cittadine, dove la massima espressione della ‘partecipazione’ verrebbe rispettata raccogliendo e votando eventuali suggerimenti e correzioni provenienti dal pubblico, soprattutto in quei passaggi che vedono la cittadinanza primo portatore d’interesse ovvero gli istituti di partecipazione.
È troppo avanguardistico sperare che i primi passi si trasformino già in una camminata dall’andamento sicuro sulla strada che porta alla vera partecipazione?

 

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