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7 Ottobre 2005

Incontro con i capogruppo minoranza

Proseguendo il nostro giro di incontri, dopo AN e UDC abbiamo incontrato ieri sera i capogruppo della minoranza.
Presenti per noi del comitato:Valentina, Eugenio, Fabio, Paolo
Dei consiglieri: Quaresimin, Poletto, Cristofari, Soprana, Giuliari, Veltroni, Cangini. Ultimi 5 secondi anche Asproso.
Abbiamo raccontato l’iniziativa abbastanza in dettaglio, raccontando anche le critiche ricevute e rispondendo “preventivamente”. Esito:
Queresim margherita ha detto che dovrà discuterne con il suo gruppo e che lui personalmente non si esprime.
Poletto DS molto neutro ha detto che anche lui dovrà consultare il suo gruppo
Giuliari molto sintetico ha detto: “Sono d’accordo” riferito alla nostra iniziativa e poi ci ha firmato anche l’appello.
Veltroni ha espresso dei deubbi che abbiamo tentato di dipanargli: 1 un numero eccessivo di referendum 2 poi la maggioranza potrebbe opprimere le minoranze (es. potrebbe essere fatto un referendum per allontanare i campi nomadi dalla città).
Soprana ha detto che dobbiamo rovesciare la visione con cui presentiamo l’iniziativa e dire che in realtà vogliamo aiutare gli amministratori facendo partecipare i cittadini.

Poi è finito il tempo ed Eugenio ha solo avuto il tempo di distribuire il testo dell’appello, che tutti hanno preso, solo Giuliari ha firmato in quel momento.
Prima dell’incontro avevo incontrato Luca Milani che mi ha detto che un testo simile troppo da compagni non avrebbe mai avuto la sua firma.

Da questo episodio ho pensato: forse è meglio se chiediamo a ciascuno che vuole a ppoggiare l’iniziativa di scrivere una sua frase personale. Come fanno dietro le copertine di tanti libri… Avrebbe un effetto psicologico migliore dieci frasi diverse controfirmarte che un appello firmato da 10 nomi.

In fondo a questo allego la lettera inviata a Gianni Rolando, con cui ho parlato ieri sera, che fa parte del Comitato Albera per chiedere il loro aiuto.

Alle 21 sono andato a parlare a una lista civica di Creazzo, dove ho raccontato cosa abbiamo fatto nel passato e nel presente. E’ stata una bella discussione, credo che si daranno da fare per organizzare qualcosa a gennaio. Io ho promesso loro il mio aiuto per quell’occasione, spero anche nel vostro.

Oggi è apparso in prima pagina di Vicenza ABC un articolo sulla nostra iniziativa.
Gli han dato un titolo deviante (Stavolta il teatro lo decidiamo noi), ma almeno ne parlano…

Ciao,
Paolo Michelotto

Lettera a Giovanni:

Ciao Giovanni,
dunque proseguendo il discorso di ieri sera, ti chiedo:
1. se il comitato Albera può sostenere formalmente il Referendum Più Democrazia
2. se in occasione di qualche assemblea dal 14 novembre in poi, ci chiamate per raccogliere firme. Ne dobbiamo raccogliere 4000 e se ci aiutate anche voi direttamente o permettendoci di avere un po’ di spazio nei vostri incontri, avremo maggiori probabilità di successo.

Perchè dovreste sostenere il Referendum Più Democrazia? Perchè se passa questo referendum ci sono molte probabilità che vengano introdotti a Vicenza il Referendum Abrogativo, quello Propositivo e quello Abrogativo-Propositivo.

E con questi strumenti di democrazia diretta da affiancare all’amministrazione, i cittadini potranno fare delle richieste o bocciare dei provvedimenti degli amministratori con effetto VINCOLANTE non come ora con il referendum consultivo solo come opinione….

Nel vostro caso, invece di occupare una strada, basterà organizzare un referendum il cui esito poi sarà vincolante per gli amministratori.

Ti prego di farmi sapere quanto prima.

Ciao,
Paolo

P.S.

Questo è il quesito del referendum che ha ottenuto giudizio di ammissibilità il 02-09-05 dal Comitato degli Esperti del Comune di Vicenza.

Referendum Più Democrazia

Sei tu favorevole alla introduzione nello statuto comunale dei referendum abrogativo, propositivo, e abrogativo-propositivo, indetti con le firme del 2% della popolazione avente diritto al voto, con il quorum del 10% degli aventi diritto al voto, nelle materie nelle quali il consiglio comunale e la giunta comunale hanno competenza deliberativa, eccettuate quelle escluse dall’art. 9 comma 2 dello Statuto comunale e dal DLGS 18/VIII/2000 n° 267, con l’obbligo per gli amministratori di adottare, entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato del referendum, gli atti e i provvedimenti necessari all’attuazione completa della volontà popolare espressa dal voto?
SI NO

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