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20 Ottobre 2005

Panico da referendum

Da mesi aspettavamo che il Giornale di Vicenza parlasse del Referendum Più Democrazia che stiamo organizzando. Finalmente è apparso, mettendo in risalto l’opinione del Sindaco e la paura verso i cittadini della nostra giunta.

Ecco l’articolo apparso il 20 ottobre 2005 sul G.d.V.

Si cambia lo statuto

Panico da Referendum

Ne ha discusso a lungo ieri la Giunta comunale e rischia di diventare il nuovo tormentone amministrativo dei prossimi mesi: è il referendum per ammettere nuovi tipo di referendum a livello comunale. Dopo il via libera della speciale commissione di esperti, ora il comitato referendario “Più Democrazia” ha tre mesi di tempo per raccogliere 4000 firme. Secondo le previsioni, in primavera i vicentini potrebbero quindi andare alle urne per richiedere tutte le forme di referendum, consultivo, propositivo e abrogativo su tutte le questioni di competenza del consiglio comunale e della giunta comunale – spiega il sindaco Enrico Hullweck – essendo sufficiente raccogliere le firme del 2 per cento della popolazione avente diritto a raggiungere un quorum del 10 per cento. Il meccanismo, secondo il sindaco, si presterebbe – così impostato – a un rischio di ingovernabilità e a costi elevatissimi. Secondo le stime degli uffici, infatti, per ogni consultazione, il Comune dovrebbe impegnare 150 mila euro: la prima somma è già stata accantonata nel bilancio 2006 per il referendum di primavera. Secondo Hullweck, il vizio starebbe nell’esiguità del numero di firme da raccogliere e della percentuale del quorum: in una città di 110 mila abitanti. se bastano 2 mila firme – è il ragionamento del primo cittadino – allora si rischia di attivare referendum su ogni delibera approvata dalla Giunta, cui basta che si presenti anche un solo quartiere al voto per superare lo scoglio del quorum. Per questo è allo studio una contromossa dell’amministrazione comunale, per modificare lo Statuto in modo da correggere le due percentuali, portando ad esempio il quorum al 50 per cento. Ma il meccanismo è complesso e richiederà molto tempo.

Noi del Comitato Referendario Più Democrazia, stiamo incontrando in queste settimane tutti i partiti e tutte le associazioni che accettano di parlarci. Abbiamo chiesto un incontro anche a Forza Italia che, tramite il suo capogruppo il consigliere Andrea Pellizzari ci ha risposto così:

1. loro sono contrari all'introduzione nello statuto comunale di questi strumenti (referendum abrogativo e propositivo) perchè creano grossi problemi di gestione della città,
2. se ogni cosa decisa alla giunta può essere messa a referendum, si paralizza la macchina amministrativa.
3. I cittadini hanno già un sistema democratico che li fa decidere ogni 5 anni.
4. Il referendum è una grossa spesa e poi...
5. come fanno i cittadini a decidere su argomenti così delicati come quelli che devono affrontare gli amministratori? Non ne hanno la capacità.
6. Un nostro eventuale incontro per discuterne con loro sarebbe stato una perdita di tempo...

Le nostre risposte:
Perché questa iniziativa?

Ormai è sempre più sentita da parte della gente, la necessità di avere un ruolo più attivo del solo momento del voto, nel partecipare alle decisioni politiche a tutti i livelli di governo dello Stato.
Il referendum abrogativo e propositivo sono due strumenti di democrazia diretta di cui i partiti ne hanno ormai sempre più bisogno, magari qualcuno adesso non lo ammette ma l’apporto diretto dei cittadini non può che giovare alle decisioni politiche, basti guardare quei Paesi dove questi strumenti da tempo vengono usati, Svizzera, Stati Uniti, Baviera, lì da tempo non sorgono più comitati di protesta dei cittadini, né vengono fatti scioperi, perché il consenso necessario alle decisioni politiche viene cercato prima della decisione insieme con la gente. Questi strumenti sono già disponibili in molte città italiane e vicino a noi ad esempio, a Venezia e Belluno.

Non c’erano altri modi per introdurre questi tre strumenti di democrazia diretta?
Nel 2000 è stata provata la via della mozione di iniziativa popolare (bocciata in Consiglio Comunale), nel 2003 la via della mozione firmata da 15 consiglieri (finora non discussa). Ora si ricorre al referendum.

Perché un quorum del 10%?
Per due motivi. Primo: permettere che vengano messi a referendum quesiti che interessano anche solo una circoscrizione della città (che in media ha circa il 10% dei votanti complessivi). Secondo: stimolare la partecipazione.
Studi effettuati in California, Svizzera e Baviera dimostrano che dove esiste un quorum alto (ed è l’eccezione) c’è meno partecipazione, perché chi è per il NO semplicemente non va a votare, inoltre questo non voto si somma a quello fisiologico degli astenuti, per cui si verifica di fatto che la volontà di una minoranza di cittadini prevale poi sulla volontà della maggioranza di chi va a votare.

Si andrà continuamente a votare?
No, tutte le iniziative referendarie che ottengono il parere di legittimità verranno raggruppate in un una domenica all’anno, come del resto è già previsto ora.

Qualsiasi gruppetto può iniziare un referendum?
Non è così banale e facile, bisogna organizzare un comitato davanti ad un notaio con i relativi costi, passare il giudizio di ammissibilità, raccogliere firme autenticate. E’ un processo che dura mesi e mesi di fatica… Ad esempio stiamo lavorando a questo referendum dal 2004…

E i costi?
Se si abbinano i referendum alle elezioni politiche non ci sono costi per il Comune (è il Sindaco che prende questa decisione), e non ci sono nemmeno se il Consiglio Comunale adotta un provvedimento in linea col quesito referendario prima del voto, in quanto il referendum non si fa più. Ricordiamo che il sindaco così preoccupato dai costi dei referendum, ha assunto quest’anno un portavoce il cui costo per la collettività è di 80000 euro l’anno.
Comunque ogni forma di democrazia costa, non possiamo rinunciare ad autogovernarci solo per non spendere, anche perché costa molto di meno prevenire che curare scelte poi non condivise dalla maggioranza della città.

E tu cosa pensi?
Fa sentire la tua voce e la tua opinione, scrivila al Giornale di Vicenza, Gazzettino e TVA Vicenza nel loro sito
http://www.ilgiornaledivicenza.it/contact.htm
http://www.gazzettino.it/Email.php3
tvavicenza@tvavicenza.it

e manda una copia a comitato@piudemocrazia.it oppure nel blog www.piudemocrazia.it
Metteremo TUTTE le opinioni pervenute nel sito www.piudemocrazia.it

Se tanti scriveremo, non sarà facile ignorarci….

Comitato Più Democrazia

Finora hanno promesso di aiutarci:
Andrea Pelosi,
Enrico Zogli,
Don Adriano Sella,
Gocce di Giustizia,
Giovanna Dalla Pozza,
Davide Marchiani,
Comitato Parco delle Montagnole,
Associazione Genitori Vicenza,
Comitato Conacem (Onde Elettromagnetiche) di Vicenza,
Gruppo Consiliare Vicenza Capoluogo,
Comitato Pomari,
Gruppo Beppe Grillo Vicenza,
Gruppo Consiliare Margherita,
Legambiente Vicenza,
Gocce di Giustizia
Ciro Asproso
Beati i Costruttori di Pace
Don Albino Bizzotto
Stefania Cora,
Nicola Carrarini,
Giovanni Marangoni,
Anna Condorelli,
Paolo Todescan

Ringraziamo la CGIL per averci aiutato nella prenotazione della Sala Palladio alla Fiera di Vicenza per la serata del 7 Dicembre in cui interverrà anche Marco Travaglio…

Il quesito referendario approvato dal comitato degli esperti è questo:

Referendum Più Democrazia

Sei tu favorevole alla introduzione nello statuto comunale dei referendum abrogativo, propositivo, e abrogativo-propositivo, indetti con le firme del 2% della popolazione avente diritto al voto, con il quorum del 10% degli aventi diritto al voto, nelle materie nelle quali il consiglio comunale e la giunta comunale hanno competenza deliberativa, eccettuate quelle escluse dall’art. 9 comma 2 dello Statuto comunale e dal DLGS 18/VIII/2000 n° 267, con l’obbligo per gli amministratori di adottare, entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato del referendum, gli atti e i provvedimenti necessari all’attuazione completa della volontà popolare espressa dal voto?

SI NO

La raccolta firme inizierà il 14 novembre 2005 e avrà una durata max di tre mesi.
Cliccando qui troverai il volantino che cominceremo a distribuire a breve con cui ci presentiamo, spieghiamo cosa vogliamo con il referendum e chiediamo la firma e l’aiuto dei cittadini.

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