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29 Ottobre 2007

I REFERENDUM A VICENZA NON LI VOGLIONO

Tra i tanti fatti succedutisi da febbraio a ottobre sulla questione della nuova base americana che vogliono costruirci a Vicenza c’è da evidenziare che per ben due volte due comitati hanno cercato di fare un referendum consultivo sulla nuova base e sugli effetti che essa produrrà sul territorio. Il coordinamento no al Dal Molin e il nostro comitato PiùDemocrazia e Partecipazione hanno, in monenti diversi, ciascuno presentato una proposta diversa di referendum consultivo.
In entrambe le occasioni il risultato è stato che con 3 voti contrari e 2 a favore la commissione degli esperti ha negato il referendum motivando in quanto trattasi di opera di difesa nazionale e quindi non soggetta a decisioni comunali.
In particolare i Sig.ri Tavagna, Ciscato e Ferretto hanno votato no ei Sig.ri Righi e Bartolini hanno votato si.
Ci sono numerose incongruenze e paradossi con queste decisioni. – Il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno che fissa 5 punti irrinunciabili per poter fare la nuova base, ma se è competenza dello Stato a che serve allora il pronunciamento del Consiglio Comunale? – Non esiste a tutt’oggi alcun documento ufficiale dello Stato che dichiara in qualsiasi modo la nuova base come opera di difesa nazionale. – La normativa attuale prevede a Vicenza il solo referendum consultivo senza alcun obbligo per il Consiglio Comunale, praticamente l’espressione di un’opinione della città, è possibile allora che in una sana democrazia tre persone abbiano il potere di impedire ad una città intera di esprimere un’opinione?
A queste osservazioni, come tante altre, l’amministrazione non vuole dare chiarezze perchè non è in grado di farlo senza per questo dover dire di no alla nuova base e a tutto il business che questa si porta dietro.
A Vicenza i Referendum non li vogliono.

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