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28 Giugno 2005

Quale Democrazia? Proposta alla Fabbrica

Eugenio Berti, un membro del Comitato ha inviato una proposta alla Fabbrica del Programma, citando alcuni dei punti che il Comitato Più Democrazia si propone di attuare a Vicenza.
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Partecipando all’incontro della fabbrica appena avvenuto a Povolaro di Dueville (VI), si sono ascoltate tante richieste e osservazioni che evidenziano una volta di più il profondo disagio e malessere che il malgoverno di questo Paese ha contribuito a sprofondarci, e negli altri incontri della Fabbrica chissà quante altre se ne sono sentite e se ne sentiranno.

Questa grave crisi ha però radici più lontane degli ultimi 4 anni, e sorge nella Democrazia Rappresentativa che ci amministra da quando è nata la Repubblica, Anche se in quei primi anni essa ci è stata indispensabile, poi non si evoluta come si è evoluta la popolazione e il territorio, anzi nel corso dei decenni ha perso lo smalto iniziale fino ad arrivare ormai stanca, adagiata su s’è stessa, ricca di privilegi e poltrone e lontana dal popolo, all’entrata al governo di Berlusconi. Con lui si è avuto il colpo di grazia della Democrazia Rappresentativa, in quanto è stata usata come mezzo per costruire leggi ad personam, ed instaurare una strisciante (ma non troppo) dittatura mediatica ed ultraliberista.

La domanda che viene spontanea allora è :”Il nuovo governo che arriverà dopo le prossime elezioni come pensa di realizzare le richieste che tutta l’Italia gli chiede, ancora con questa forma di Democrazia rappresentativa?”, o forse è arrivato il momento di rinnovare la nostra Democrazia, migliorandola e rinfrescandola, introducendo anche strumenti di Democrazia Diretta, dove i cittadini sono chiamati e favoriti a partecipare, a tutti i livelli di governo, ai processi decisionali delle amministrazioni pubbliche?.

Non occorre inventarci niente, guardiamo invece quei paesi che possono essere da esempio, Svizzera in testa, dove tali strumenti sono usati da decenni e la partecipazione dei cittadini è favorita e facilitata, dove i comitati di protesta dei cittadini non nascono come funghi come qui da noi. Strumenti quali: i referendum abrogativo e propositivo (senza quorum), le primarie, le delibere di iniziativa popolare, il bilancio ambientale e il bilancio partecipativo, le revoca del mandato.

Secondo il mio parere, quando si dice che occorre lavorare insieme per ricostruire il nostro futuro, non si deve intendere tale invito rivolto solamente ai partiti, ma occorre che anche i cittadini vengano invitati e facilitati a farlo, e non solo al momento del voto.

Eugenio Berti

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