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24 Giugno 2005

Statuto

Questo è lo statuto del Comitato discusso e firmato il 21 Giugno 2005 davanti al notaio e che segna la data di nascita del gruppo. E’ uno statuto ampio, per evitare eventuali modifiche nel futuro.

STATUTO DEL COMITATO PIÙ DEMOCRAZIA

Scopi, finalità, campi d’azione
ART. 1 = Definizione

Il COMITATO PIUDEMOCRAZIA (d’ora in poi, Comitato) é una associazione di donne ed uomini senza scopo di lu­cro, indipendente, aconfessionale ed apartitica, che ha lo scopo primario di compiere gli adempimenti legali ed organizzare un referendum comunale finalizzato ad in­trodurre anche nel Comune di Vicenza il referendum pro­positivo ed il referendum abrogativo, quali strumenti di parte­cipazione diretta e quindi utili all’autogover­no e all’im­parzialità della pub­blica amministrazione.
Il Comitato rifiuta ogni forma di violenza, con­si­dera la pace, la pari dignità tra i popoli e il ripu­dio del­la guerra beni supremi dell’uma­nità e condi­zioni in­di­spensabili di progresso civile, economico e socia­le.
Il Comitato pone a fondamento della sua azione:

  • la fedeltà alla Costituzione e alla democrazia;
  • il perseguimento di rapporti giusti ed uguali tra le persone, la trasparenza, la correttezza, la democrati­cità e l’efficienza dell’azione amministrativa;
  • la politica come attività umana nobile attraverso la quale i cittadini, direttamente e tramite gli eletti, ottengono il concreto soddisfacimento degli interessi generali e collettivi;
  • la democrazia del consenso, posto che ogni scelta isituzionale può essere messa in discussione tramite referendum;
  • la costituzione per le tensioni sociali di uno sbocco operativo e di ottenimento di risultati attraverso la democrazia diretta;
  • l’accesso ai mezzi di informazione che non possono più ignorare le istanze di base dal momento che esse possono divenire autogoverno della città;
  • la partecipazione dei cittadini con gli stru­menti della democrazia diretta
    .

ART. 2 = Finalità
Il Comitato é portatore di un progetto e di un program­ma per creare le condizioni affinché questi valori si realizzino. Esso individua nel Comune la cellula prima del tessuto sociale-istituzionale cui compete prima di tutti la gestione del territorio e delle risorse in funzione del bene di tutti ed il rispetto delle leggi nel suo operare ed anche nei confronti dei soggetti esterni, cittadini o persone giuridiche, aventi sede in Vicenza e non.
Il Comitato é impegnato a perseguire l’unità di azione con altri comitati ed associazioni aventi finalità si­mili.
In particolare opera per ottenere:
a) l’accesso facile e completo per i cittadini in quan­to tali ai documenti del comune
b) piena collaborazione degli uffici comunali con i cittadini, i comitati e le associazioni spontanei e formalizzati
c) la modifica della normativa comunale (statuto e de­li­be­re) de­gli istituti di partecipazione, in partico­lare del re­ferendum, al fine di facilitarne al massimo l’ac­cesso e la esperibilità.

ART. 3 = Sede
Il Comitato ha sede in Vicenza, Contrà Porta Nova n. 2, presso la Casa per la Pace.

ART. 4 = Metodo di lavoro interno del comitato
Nel suo operare, nell’adottare le decisioni, nelle re­lazioni interne il Comitato segue questi principi:
1. Partecipazione effettiva. Prima che una scelta venga adottata tutti i membri devono avere pari ed effettive opportunità per comunicare agli altri le loro opinioni al riguardo.
2. Parità di voto. Ogni membro ha un’opportunità di vo­to effettiva ed uguale agli altri; tutti i voti sono considerati di pari efficacia decisoria.
3. Diritto all’informazione. Ad ogni membro è garantita l’informazione preventiva e tempestiva sulle scelte del Comitato e sulle sue motivazioni.
4. Controllo dell’ordine del giorno. Tutti i membri de­vono avere l’opportunità di decidere le priorità e gli argomenti da inserire nell’ordine del giorno.

ART. 5 = Mezzi
Il Comitato opera attraverso il metodo della partecipa­zione democratica e degli strumenti legali e giurisdi­zionali. A tal fine esso

  • utilizza i mezzi di comunicazione, ivi compresi quel­li informatici, le manifestazioni ed iniziative pubbli­che nelle loro varie forme,
  • invia esposti, petizioni, ricorsi e gli altri norma­tivamente atti previsti quale forma di par­te­ci­pa­zione diretta, ricorrendo anche alla Magistra­tura sia ordi­naria che amministrativa e contabile
  • promuove da solo o con altri i referendum ed al­tri istituti di partecipazione stabiliti dallo statu­to co­munale
  • programma, sviluppa ed esegue studi, ricerche, pro­getti nei settori della partecipazione e dell’autogo­verno ponendoli a disposizione pubblica
  • raccoglie fondi per finanziare le proprie attività da tutte le fonti coerenti con i fini statutari, compresi i contributi di adesione, le donazioni individuali e di persone giuridiche, i finanziamenti di enti pubblici per progetti e programmi organizzati dal Comitato, i lasciti testamentari
  • nell’ambito dei fini statutari di solidarietà, eroga servizi diretti alla promozione del bene collettivo della democrazia, della partecipazione, dell’autogover­no specie per le persone in difficoltà di fronte a co­deste problematiche
  • promuove iniziative culturali sui temi sopra citati
  • si impegna nelle attività di educazione e sensibiliz­zazione per diffondere la conoscenza degli strumenti di autogoverno e di democrazia diretta e delle modalità per la loro costituzione ed il loro esercizio
  • collabora con enti, associazioni, comitati, istitu­zioni e quanti perseguano gli stessi scopi del Comita­to.

ART. 6 = Adesione
L’adesione al Comitato é aperta – indipendentemente dal­la fede religiosa, dalla lingua o nazionalità, dal gruppo etnico di appartenenza, dalla residenza e citta­dinanza – a tutte le persone che abbiano compiuto la maggiore età, ne accettino il programma e si impegnino per la sua realizzazione.
Il Comitato rimane autonomo dai partiti, dai sindacati e dalle altre organizzazioni assimilabili.
L’ingresso di nuovi associati avviene su presentazione di uno o più degli aderenti da almeno un anno e previa accettazione del presente statuto e la condivisione delle finalità del Comitato. Durante il primo anno di vita del Comitato, per l’ingresso di nuovi associati è necessario il consenso della maggioranza degli aderen­ti
.

ART. 7 = Incompatibilità
L’adesione al Comitato è incompatibile con l’apparte­nenza ad associazioni ed organizzazioni e con le atti­vità che pongano in discussione od in pericolo il ri­spetto della Carta Costituzionale ed, in special modo, dei diritti civili di democrazia, partecipazione e au­togoverno, del principio di sussidiarietà, dell’ugua­glianza fra i cittadini e davanti alla legge, dell’im­parzialità, del buon andamento della pubblica ammini­stra­zione.
L’adesione al Comitato comporta la condivisione del suo programma, l’impegno per la sua realizzazione, il pro­selitismo, la diffusione del consenso tra i cittadini
.

ART. 8 = Democrazia interna
Il Comitato ritiene che soprattutto la democrazia in­terna possa salvaguardare la propria autonomia di ela­borazione e decisione e quindi assume come principio fondante il pluralismo delle idee, il riconoscimento di posizioni di minoranza e maggioranza, la circolazione del dissenso per un libero, sereno, dibattito.
Ciascun aderente ha diritto di mantenere e sostenere posizioni personali diverse rispetto a quelle della maggioranza interna che di volta in volta si determina.
Il diritto di voto spetta a ciascuno degli aderenti.

ART. 9 = Doveri degli aderenti
Chi aderisce al Comitato sostiene le sue posizioni ed iniziative impegnandosi sulla base delle proprie atti­tudini e possibilità ed inoltre concorre al finanzia­mento con un contributo associativo libero annuale pro­porzionato alle sue effettive possibilità
.

ART. 10 = Risorse economiche
Le risorse economiche del Comitato sono costituite da:
a) quote degli aderenti;
b) donazioni e lasciti;
c) fondi ricavati dalla raccolta e dalle attività rela­tive ai fini istituzionali;
d) contributi di enti pubblici e privati a sostegno di specifiche attività e progetti;
e) ogni altro tipo di entrata purché derivanti da atti­vità previste dallo statuto o ad esso connesse
.

ART. 11 = Gratuità
E’ vietato distribuire, anche indirettamente, fondi o servizi agli aderenti ed a tutti coloro che a qualsiasi titolo operino per il Comitato.
E’ vietato corrispondere compensi per collaborazione di terzi non direttamente finalizzate agli scopi statuta­ri.

ART. 12 = Scioglimento del Comitato e modifica della statuto
Lo scioglimento del Comitato e la modifica dello statu­to avvengono per decisione di due terzi degli aderenti che abbiano versato almeno un contributo all’anno.

Strutture e forme organizzative
ART. 13 = Assemblea
Il Comitato ha come unico organo di decisione ed auto­governo la assemblea degli aderenti.
Nel caso di decisioni prese a maggioranza, i membri contrari sono invitati a motivare il loro dissenso ed a precisare se esso sia essenziale per la continuità della loro presenza e del loro contributo.
L’assemblea adotta le proprie decisioni con il metodo del consenso.
L’aderente dissidente può anche scegliere di rimanere nel Comitato in forma attenuata (non voto, non parteci­pazione alle attività), in attesa di riprendere la pie­nezza della sua posizione.
Nell’ambito della assemblea del comitato sono assunti i compiti interni ed esterni quali, ad esempio, rappre­sentanza verso l’esterno (mezzi informazione, istitu­zioni, ecc.), elaborazione di testi, ricerca, acquisi­zione di finanziamenti ed adesioni.
Chi svolge questi compiti riferisce alla assemblea con cadenza non superiore al mese e nel caso di decisioni da prendere ne chiede la convocazione.
L’assemblea elegge un coordinatore con funzioni di rap­presentanza e operative e lo sostituisce in caso di contrasto inconciliabile con le proprie scelte e deci­sioni e di decadenza
.

ART. 14 = Coordinatore
Il Coordinatore assicura la continuità nella ge­stio­ne del Comitato e risponde della propria attività all’As­semblea.
Il Coordinatore rappresenta il Comitato, dà esecuzione alle decisioni, porta all’esterno le posizioni del Co­mitato assunte dall’assemblea, ha la rappresentanza le­gale e giudiziale, sia attiva che passiva, e può com­piere – sulla base delle decisioni adottate dal Comita­to – tutti gli atti di ordinaria e straordinaria ammi­ni­strazione, compresa l’acquisizione o cessione di beni a titolo gratuito od oneroso.
L’assemblea dichiara la decadenza del coordinatore in caso di impedimento invincibile e di contrasto grave e reiterato del suo operare con lo statuto.
Il Coordinatore assicura la continuità nella ge­stio­ne del Comitato e risponde della propria attività all’As­semblea.
Il Coordinatore é eletto dall’assemblea e dura in cari­ca 1 anno solare.
La votazione avviene entro il mese di novembre di ogni anno.
Per la durata in carica del primo coordinatore non si tiene conto del primo anno nel caso l’elezione avvenga successivamente al primo quadrimestre.
La carica è totalmente gratuita.
La partecipazione a commissioni, consulte, ecc. di na­tura istituzionali e non è decisa di volta in volta dal Comitato che ne regola la presenza.
L’assemblea elegge anche un vice-Coordinatore con com­piti di sostituzione nel caso di temporaneo impedimento del Coordinatore.

ART. 15 = Norma finale

I fondi e gli utili annualmente vengono iscritti a bi­lancio nell’esercizio successivo e non sono distribui­bili agli aderenti. In caso di scioglimento essi ed il patrimonio del Comitato verranno devoluti a fini di pubblica utilità.
Il Comitato non prevede adesioni temporanee od a termi­ne, salva sempre al volontà del singolo aderente di re­cedere
.

ART. 16 = Norma di rinvio
Per quanto non espressamente previsto nel presente sta­tuto si fa riferimento alla legislazione in materia.

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